BERGAMO C'è chi si è sorpreso alla notizia dell'arrivo di un monumento a Papa Giovanni da piazzare in pieno centro di Bergamo, e chi si sorprende della sorpresa. Appartiene a questa seconda categoria monsignor Gaetano Bonicelli, che ha seguito con i suoi collaboratori la vicenda dall'inizio, e racconta che il sindaco Franco Tentorio ne aveva discusso direttamente con il vescovo. «Si erano incontrati alcuni mesi fa per parlare di diverse questioni, tra cui il monumento dice l'arcivescovo, 89 anni. All'epoca si parlava ancora di mettere la struttura sul Sentierone, di fronte al Partigiano di Manzù. Il vescovo era naturalmente molto favorevole all'ipotesi del monumento ma era contrario alla sua localizzazione. Lo ha scritto anche a me, spiegando di avere "perplessità sul posto scelto". Se io fossi stato al posto di Tentorio avrei risposto: certo, eccellenza, lei ha ragione, ma la decisione la prendiamo noi. Ma c'era la campagna elettorale in arrivo, il sindaco a quanto pare voleva avere le spalle coperte, senza che girassero voci di contrasti con il vescovo, e così ha accettato». A quanto pare dal Colle si era favorevoli alla collocazione quando si parlava di una semplice statua. Ma quando poi il progetto si è trasformato nella più complessa versione attuale (una base di 14 tonnellate di pietra, sei tonnellate di bronzo, il tutto alto tre metri e lungo quattro e mezzo), piazzarlo in quel punto, con Roncalli rivolto verso Città Alta, avrebbe voluto dire dare le spalle alla via e a chi veniva da Porta Nuova. È quindi emersa infine la soluzione del sagrato delle Grazie, «la migliore commenta il monsignore per la visibilità, oltre che per il fatto che era la chiesa in cui Roncalli celebrava Messa per i militari malati quando era tenente cappellano durante la Prima guerra mondiale». «Abbiamo agito in accordo con il Comune, e Ceci aveva raccolto adesioni verbali da parte di tutte le forze politiche racconta ancora monsignor Bonicelli . E vorrei vedere, perbacco, se si fa una statua a un garibaldino certo che la si deve fare anche a un Papa, cosa c'è di più importante? E che Papa, poi. Il favore con cui è stata accolta la statua poi messa all'ospedale ci ha confermato che era il momento giusto. Poi c'è stato anche l'annuncio della canonizzazione. Noi avevamo cominciato a lavorare prima, ma la direttrice della canonizzazione c'era già». Adesso è scoppiata la grana politica e ci si è messa di mezzo anche la Soprintendenza: «Avrei preferito di inaugurare il monumento in ottobre per l'anniversario del Concilio ma si sa, c'è la campagna elettorale, e si era deciso per l'11 maggio. Se adesso per questi problemi non si farà l'inaugurazione prima delle elezioni si rischia di andare a chissà quando. E se tutto ciò che si è fatto dovesse essere pregiudicato qualcuno dovrà prendersi le sue responsabilità. Ma non so cosa potrebbe dire la Soprintendenza: si tratta di un monumento religioso davanti a una chiesa su area comunale, realizzato con il desiderio della cittadinanza. Basterebbe un po' di buonsenso. Che però spesso è proprio quello che manca».
Bergamo, Giovanni XXIII. Sì o no in centro? La statua a Roncalli che divide Bergamo. Il monumento diventa un caso politico
Il vescovo di Bergamo, monsignor Gaetano Bonicelli, ha raccontato come il monumento a Papa Giovanni da è stato piazzato in pieno centro di Bergamo. Il progetto era stato discusso con il sindaco Franco Tentorio, che aveva accettato la localizzazione in un punto che il vescovo aveva considerato "perplessante". Il monumento è stato realizzato con la collaborazione del Comune e ha ricevuto il favore della cittadinanza. Tuttavia, la Soprintendenza ha espresso preoccupazioni sulla localizzazione del monumento, e si è verificata una polemica politica. Il vescovo ha espresso la sua disapprovazione per la decisione del sindaco e ha chiesto che si faccia l'inaugurazione del monumento prima delle elezioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo