Per decenni la professoressa Eva Tea ha insegnato Storia dell'arte all'Università Cattolica, chiamata dall'allora rettore Padre Agostino Gemelli. Eppure le notizie biografiche sono molto scarse, tant'è vero che io stesso per questo rapido profilo ho dovuto consultare il fascicolo 2.847 all'Archivio storico della Cattolica. Ho così saputo che la professoressa Tea è nata a Biella nel 1886 (lo stesso anno in cui Rodin scolpisce il suo famoso «Il bacio»), si era laureata in lettere a Padova, e poi era andata a Roma a perfezionarsi in storia dell'arte medioevale e moderna. Nel 1922 arriva a Milano come docente al liceo artistico di Brera e poi alla Scuola d'arte «Beato Angelico», per passare alla Cattolica nel 1929, dove insegnerà ininterrottamente fino all'ottobre del 1956 (senza dimenticare che nel '44 finirà alcuni giorni nel carcere di San Vittore, perché erroneamente ritenuta israelita). Unendo «ottime qualità didattiche» a «un finissimo senso artistico» e a «una profonda coscienza critica» (come sosteneva il preside Masnovo fin dal 1938), la professoressa Eva Tea sapeva suscitare notevole interesse nei molti allievi, che frequentavano le sue lezioni, dedicate a illustrare periodi e figure differenti, da Leonardo alle origini dell'arte contemporanea, dall'arte orientale alla dottrina cattolica delle arti del disegno (per citare gli argomenti di alcuni suoi corsi monografici). Ancor oggi i testi pubblicati dalla Tea danno la misura della vastità dei suoi interessi e delle sue capacità storico-critiche. In proposito, basta leggere «L'arte» del 1949, o «Pitture e sculture nelle Chiese di Milano» ('51), o «La Madonna nella pittura italiana» ('61), come le pagine dedicate a singoli artisti, «Veronese» (1954), «Giotto» ('65), «I Bellini» ('66), per avere la misura della ricchezza delle sue competenze, ulteriormente testimoniate in parecchi saggi su riviste come «Vita e Pensiero» e «Arte cristiana». È morta nel luglio del 1970, e io stesso ricordo di averla ascoltata più di una volta, quando senza mai assumere quell'alterigia professorale, tutt'altro che ignota in alcuni docenti universitari sapeva illustrare anche a voce gli esponenti e le caratteristiche di singoli periodi artistici, tanto nella pittura quanto nella scultura: temi che insieme a Francesco Mazzini aveva sapientemente affrontato nelle pagine su «Quattrocento e Cinquecento» in quella benemerita «Storia universale dell'arte» pubblicata dalla Utet. Ecco perché resto convinto che oggi occorrerebbe riproporre la figura e l'opera di Eva Tea.