Porta Ticinese è stata ingabbiata e nei prossimi undici mesi sarà rivestita da maxi poster pubblicitari. Avanza la campagna di restauro. La Soprintendenza: controlli sui cantieri. Da Porta a supporto. Gli archi, le merlature guelfe aggiunte da Boito, il tabernacolo con i santi in rilievo della bottega di Giovanni di Balduccio, cioè l'immagine da cartolina di Porta Ticinese vecchia la rivedremo a marzo dell'anno prossimo, quando gli operai alzeranno la maschera di ferro dalle mura e sveleranno i risultati del restauro. Nei prossimi undici mesi questa reliquia di architettura medievale, assieme ad altri quattordici simboli della Milano d'arte, sarà inscatolata e prestata alla pubblicità. È il meccanismo con cui viene finanziata l'operazione «Exponsor Art in progress»: il Comune affida i monumenti a un concessionario che utilizza le affissioni di maxi poster per sostenere le spese di manutenzione. La Soprintendenza ha approvato allestimenti e metodologie d'intervento: «Seguiremo ogni fase del processo di recupero», garantisce Alberto Artioli. L'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza assicura «controlli sui tempi e ispezioni ai cantieri. Massima vigilanza». I restauratori hanno già incarcerato Napoleone III al parco Sempione e ingabbiato Porta Cicca, è una tabella di marcia a tappe forzate, sono già programmati il ricovero dell'imperatore Costantino in San Lorenzo (manifesti dal 2 maggio) e della statua di San Francesco appoggiata al fontanone della chiesa di Sant'Angelo. In totale sono quindici i progetti di restauro autorizzati dal Comune. I poster sei metri per tre saranno esposti nei punti di maggiore visibilità e valore commerciale. Almeno sei monumenti su quindici saranno riutilizzati come vetrina pubblicitaria: oltre a Porta Ticinese vecchia e a Costantino, il Bersagliere in via Larga, Leonardo da Vinci in piazza Scala (sette mesi di affissioni), il garibaldino Giuseppe Missori e gli archi di Porta Nuova (undici mesi di manifesti). Tmc Pubblicità, la società che si è aggiudicata l'appalto del Comune, promuove gli spazi sul sito di Acone Associati: da 252 a 396 metri quadrati di strutture retroilluminate. Nel catalogo delle pietre da pulire e dei bronzi da lucidare ci sono poi San Giovanni Nepomuceno al Castello, San Lazzaro in piazza Vetra, l'obelisco di via Marina, San Calimero alla Crocetta, Sirtori nei giardini di via Palestro, Beccaria nella sua piazza e l'omaggio ai Caduti di Mentana. La gara era stata pubblicata nel gennaio 2013, ma una serie di ricorsi e contro ricorsi al Tar ha rallentato le procedure. Valore della commessa: 1,85 milioni di euro. In calendario: 375 giorni di lavori. Tmc Pubblicità ha scelto come partner operativi l'impresa specializzata Restauri Gasparoli e la società Restauri Formica. Ancora l'assessore Rozza: «Un sito Internet dedicato seguirà passo dopo passo tutte le fasi dei restauri. Sia chiaro, farò rispettare tempi e accordi: priorità all'interesse pubblico». Conclude il soprintendente Artioli: «Se temo le polemiche? La pubblicità è un fattore positivo, contribuisce a salvaguardare il patrimonio artistico di Milano senza costi per l'amministrazione. In passato ci sono stati errori e inefficienze, è vero: ma quelle esperienze negative sono servite per maturare nuove modalità di gestione dei cantieri». La garanzia, in questo caso, arriva da Expo: «I restauri devono essere completati entro aprile 2015».
Milano. Pubblicità per restaurare l'arte pubblica
La Soprintendenza ha approvato la campagna di restauro di Porta Ticinese, che sarà rivestita da maxi poster pubblicitari per i prossimi undici mesi. La società Tmc Pubblicità ha vinto l'appalto del Comune e promuoverà gli spazi sul sito di Acone Associati. I restauratori hanno già lavorato su altri monumenti, come Napoleone III al parco Sempione e Porta Cicca. La Soprintendenza garantisce che ogni fase del processo di recupero sarà seguita. Il Comune ha autorizzato quindici progetti di restauro, tra cui la rivestitura di Porta Ticinese vecchia e del Bersagliere in via Larga con poster.
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