Favara. Tutelare i libri, i manoscritti e tutti gli altri preziosi documenti che si trovano all'interno della biblioteca comunale intitolata al barone Antonio Mendola. La richiesta, che è anche un allarme è stata lanciata da più parti ed è rimbalzata sui social network in concomitanza con l'inizio dei lavori per la ristrutturazione del palazzo di piazza Cavour dove è ubicata la biblioteca che ospita migliaia di libri donati alla città del suo benefattore per eccellenza, il barone Antonio Mendola. Stabile dove al secondo piano è ubicato il cosiddetto "Fondo antico" arredato con preziosi scaffali, pregiate tele, manoscritti e libri di incalcolabile valore. Cose che potrebbero essere danneggiate se non tutelate nella giusta maniera. Per questo Massimo Centineo del Comitato Beni Comuni chiede se "la soPrintendenza oltre che dare parere favorevole sull'esecuzione del rifacimento dell'immobile o alla realizzazione di un ascensore non metta dei paletti da rispettare in merito alla tutela dei libri". C'è anche chi teme una intrusione attraverso l'impalcatura per accedere al fondo antico con intenzioni non certo benefiche. Emblematico a tal proposito il furto del busto bronzeo del Barone che era allocato su un piedistallo proprio all'ingresso della biblioteca. Una proposta arriva anche dallo studioso e storico Carmelo Antinoro che ha scritto diversi saggi sul barone ed è stato il fautore del ritorno a Favara dei suoi diari. "Sarebbe ora di pensare ad un archivio storico comunale, raccogliere i documenti storici sparsi nei vari uffici e magazzini, ordinarli, catalogarli e organizzarli in apposita scaffalatura sul soppalco del secondo piano». 19042014