GESTIVANO le biglietterie dei principali musei e dei siti archeologici di Palermo e provincia, ma i soldi li tenevano tutti per sé. Adesso, il sostituto procuratore Roberto Tartaglia si appresta a chiedere un processo per Giuseppe Antonino Liberti e per Rosario Parrinello, indagati per concorso in peculato. Con le loro società (la "Idealtour slr" e la "Bottega Calatina") facevano parte dell'Associazione temporanea di imprese "Federico II", che aveva in concessione il servizio di biglietteria per il museo archeologico "Salinas", per palazzo Abatellis, per palazzo Mirto, per il castello della Cuba, per il castello della Zisa, per il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, per il chiostro di Santa Maria La Nuova di Monreale, per le aree archeologiche di Solunto (Santa Flavia) e Himera (Termini Imerese). Fra il 2006 e il 2009 questi tesori avevano fruttato quasi due milioni e 700 mila euro. L'Ati "Federico II" avrebbe dovuto consegnare il 70 per cento alla Regione e il 30 per centro ai comuni, così ribadisce il rapporto di denuncia stilato dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Invece, i due imprenditori avrebbero tenuto tutto per sé. E, adesso, quel tesoro è scomparso. Anche perché la "Federico II" è in liquidazione. Nei giorni scorsi, il sostituto Roberto Tartaglia e il procuratore aggiunto Leonardo Agueci hanno fatto notificare il provvedimento di chiusura delle indagini ai due imprenditori. Intanto, la procura della Corte dei Conti sta provando a recuperare quanto manca alle casse pubbliche, attraverso un giudizio di responsabilità contabile. Al vaglio dei magistrati c'è anche la posizione dell'ex assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro. Il suo nome era finito nel ciclone delle polemiche per un'altra gestione del servizio di biglietteria, quello di Novamusa, la società che gestiva fino al 2012 alcuni tra i più importanti siti culturali e archeologici siciliani. Qualche giorno fa, un collegio arbitrale ha stabilito che la società debba versare alla Regione 15 milioni di euro. Anche quelli, trattenuti da un imprenditore che diceva di aver fatto lavori di miglioramento ai siti e ai servizi di accoglienza. E con questa scusa, alla Regione e ai comuni non è mai andato un solo euro. Per tanti, troppi anni. s. p.
SICILIA - Gestivano i biglietti dei musei, scomparsi 3 milioni
Il sostituto procuratore Roberto Tartaglia sta per chiedere un processo per Giuseppe Antonino Liberti e Rosario Parrinello, indagati per concorso in peculato. I due imprenditori gestivano le biglietterie dei principali musei e siti archeologici di Palermo e provincia, ma tenevano tutti i soldi per sé. Fra il 2006 e il 2009, i loro affari avevano fruttato quasi due milioni e 700 mila euro. L'Associazione temporanea di imprese "Federico II" avrebbe dovuto consegnare il 70 per cento alla Regione e il 30 per cento ai comuni, ma i due imprenditori avrebbero tenuto tutto per sé.
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