È ARRIVATO anche sulle pagine del New York Ti-mes, l'affaire che sta agitando il Piermarini. Un altro faro internazionale che si accende su via Filodrammatici, dopo che il ministero dei Beni culturali ha chiesto una relazione. "Gli accordi del futuro sovrintendente causano scalpore", il titolo del quotidiano americano. È lì che Giuliano Pisapia delinea per la prima volta il possibile scenario: «Se dovessero emergere comportamenti scorretti, prenderò gli opportuni e dovuti provvedimenti», dice. Un messaggio chiaro, quello del sindaco-presidente della Fondazione Scala. Una conferma di quello che a Palazzo Marino si assicura da giorni: Pisapia ha tutta l'intenzione non solo di chiarire il caso delle opere che Alexander Pereira avrebbe acquistato da se stesso come sovrintendente di Salisburgo, ma anche di essere pronto ad arrivare fino in fondo. Fino a quelle «dovute conseguenze». Fino alla possibilità che al termine dell'indagine interna partita al Piermarini e dei documenti che verranno raccolti alcuni consiglieri di amministrazione hanno chiesto di chiedere una versione ufficiale anche a Salisburgo Pereira possa anche non entrare in carica dal 1 ottobre. Chi è ancora più deciso è Roberto Maroni. Da Palazzo Lombardia, fin dall'inizio della vicenda erano partite accuse. Che ora il presidente della Regione rincara: «Se non arrivassero giustificazioni e chiarimenti plausibili da parte di Pereira, non penso potrà continuare a fare quello che fa. È un comportamento scorretto se non di più», dice il governatore. Che giudica la condotta del futuro sovrintendente «moralmente non ineccepibile». L'attenzione è massima. Il sindaco vuole chiarezza. E la vuole in fretta. Anche per questo avrebbe chiesto la disponibilità ai consiglieri di amministrazione a riunirsi anche prima della data del 12 maggio già fissata. Durante la prima seduta, probabilmente il 28 aprile un altro appuntamento potrebbe essere convocato il 5 maggio Pisapia dovrebbe condividere con il board della Scala la risposta da spedire al ministero. Sul tavolo le conseguenze da valutare sono molte. Eppure già nei giorni scorsi in via Filodrammatici erano tornati nuovamente a circolare i nomi dei possibili sostituti di Pereira: da Sergio Escobar, attuale direttore del Piccolo Teatro, a Pierre Audi, in questo momento all'Opera di Amsterdam, erano nella lista di candidati valutata prima della scelta del futuro numero uno. La domanda è quella: in quanto consulente, Pereira poteva impegnarsi firmando la lettera di intenti che dice di aver siglato prenotando quattro allestimenti da Salisburgo e volendone acquisire altri tre? Lui, sul New York Times, continua a sostenere che questa sia una pratica diffusa in tutta Europa. Non solo. Aggiunge anche qualcosa di più riguardo uno degli spettacoli, "I maestri cantori di Norimberga", già descritta come «coproduzione fra Salisburgo, Parigi, New York e La Scala». Nel 2016, dice ora Pereira, sbarcherà all'Opera di Parigi. Proprio dove l'attuale sovrintendente della Scala Stephane Lissner, che avrebbe «scritto una lettera per approvare Milano come coproduttore», è "direttore delegato".
Pisapia e il caso Pereira "Se emergono scorrettezze prenderò provvedimenti"
Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha dichiarato che se emergono comportamenti scorretti, prenderà gli opportuni e dovuti provvedimenti. Il futuro sovrintendente della Scala, Alexander Pereira, è stato accusato di aver acquistato opere da se stesso come sovrintendente di Salisburgo. La Fondazione Scala ha richiesto una relazione al ministero dei Beni culturali. Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha affermato che se non arrivano giustificazioni e chiarimenti plausibili da parte di Pereira, non pensa che possa continuare a fare quello che fa. La vicenda ha sollevato molte domande sulla condotta del futuro sovrintendente e sulla sua capacità di gestire la Fondazione Scala.
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