«QUESTI quadri sono il cuore del nostro museo a Londra. Ci mancano, li aspetteremo fino all'estate. Poi tornate a rivederli anche voi nella loro casa». Queste le parole della direttrice della Tate Britain, Penelope Curtis, ieri mattina durante l'affollata presentazione a Palazzo Chiablese di "Preraffaelliti. L'utopia della bellezza", inaugurata in serata e aperta da oggi al pubblico nei nuovi spazi espositivi su piazzetta Reale. Promossa dal Comune e dalla Direzione regionale dei beni culturali, prodotta da 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore e realizzata in collaborazione con la celebre istituzione londinese, curata da Alison Smith con Caroline Corbeau-Parsons, arriva da Tokyo, dopo che l'esposizione allestita a Londra nel 2012 ha avviato un tour passando da Washington a Mosca, per essere vista da un milione di persone. Ora la tappa sotto la Mole, l'unica italiana, che si inscrive come ha detto il sindaco «nella scelta di una città che sempre più investe in cultura e realizza partnership tra pubblico e privato». Parole a cui ha fatto eco l'amministratore delegato del Gruppo 24 Ore Cultura Donatella Treu, che ha auspicato «nuove future collaborazioni con Torino, dopo questo esordio che testimonia che le cose si possono fare bene in poco tempo». Mentre l'assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe ha affermato che, «sin da quando si è iniziato a parlare di questo evento, siamo stati invasi dalle richieste del pubblico, si parte dunque con i migliori auspici». Tradotto in cifre, si aspettano, da qui al 13 luglio, data di chiusura, almeno 150mila visitatori. Con settanta capolavori, la mostra racconta la storia di un movimento nato nel 1848 con l'aspirazione di cambiare attraverso l'arte la società. Una società attraversata dalle nuove istanze prodotte dalla rivoluzione industriale, cui la Confraternita dei Preraffaelliti i fondatori furono John Everett Millais, Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, si aggiunsero poi tra gli altri Ford Madox Brown ed Edward Burne Jones opponeva gli ideali del passato e del primissimo Rinascimento. Si ribellavano insomma al soffocante establishment dell'epoca, creando opere ispirate direttamente alla storia, alla natura, alla religione, alla letteratura. Il percorso espositivo è appunto diviso per temi. Si parte dalla "Storia", con i lavori ispirati ai drammi di Shakespeare e a storie antiche, tra questi la celebre "Ophelia" di Everett Millais, qua- si un'icona del periodo, "Lear e Cordelia" di Ford Madox Brown. Si prosegue con le opere di soggetto religioso, da "Ecce Ancilla Domini!" di Rossetti a "La vigilia del Diluvio" di Willliam Bell Scott. Lo sguardo sulla "Società contemporanea" è ben espresso dal dipinto di Holman Hunt "Risveglio di coscienza" e da "L'ultimo giorno nella vecchia casa", opera di grande modernità, quasi un'istantanea fotografica, di Robert Braithwaite Martineau. Seguono le sezioni dedicate a paesaggio, poesia e bellezza, quest'ultima un trionfo delle donne dipinte da Rossetti, tra queste sua moglie Elizabeth Siddal, ritratta in "Beata Beatrix". La stessa che aveva posato a lungo immersa nell'acqua, fino ad ammalarsi di polmonite, come modella per l'Ofelia di Everett Millais. In mostra un video di Luca Beatrice, che collega il ritorno al "gotico" di quegli artisti ai movimenti di oggi dalla pittura, al cinema, alla musica. Info www. mostrapreraffaelliti. it, 0110881178.