NON ha ancora disfatto la valigia e la fontana Medina deve già spostarsi, e questa volta prima ancora di essere sistemata nella nuova sede pensata per lei dall'architetto portoghese Alvaro Siza. Forse l'architetto di Lisbona voleva prendersi una rivincita sui viceré spagnoli, discendenti di chi aveva strappato tanti territori di conquista al vicino Portogallo. Sia come sia, è stata una vera sorpresa per gli operai che stavano scavando la buca davanti a Palazzo San Giacomo per sistemarvi la vasca con il Nettuno, scoprire che le macchine si inceppavano. Le pale meccaniche hanno inciampato in una serie di reperti a pochi metri dal porto di Neapolis, che ha già restituito un pezzo di storia della città antica. Così la trincea è rimasta aperta ed è stata protetta dalla vista dei passanti, mentre gli stessi operai hanno cominciato a lavorare a un nuovo scavo possibilmente senza intoppi. Ma non si può dire. Pare infatti che la storia, quella con la S maiuscola, non voglia questo ennesimo spostamento della fontana. Neanche se a deciderlo è stato un archistar del calibro di Siza. In via Medina, intanto, i turisti sono stati catturati da una vicenda lunga quattro secoli e la bellezza di 9 traslochi, con perdita di pezzi e frammenti, tra cui uno stemma e la mano di Nettuno. Un professionista che ha lo studio in zona e che è titolato a dire la sua sui beni culturali perché si occupa da comproprietario della Cappella Sansevero, Carmine Masucci, ha organizzato un sit-in con gli abitanti e i negozianti di via Medina: «La fontana non si sposta da qui», hanno detto ai turisti, spiegando la vicenda. La vasca è stata tappezzata con due striscioni: uno con Nettuno che in un fumetto dice "Hic manebimus optime", citazione da Ab Urbe conditadi TitoLivio, pronunciata da un centurione perché i romani ricostruissero Roma dopo l'incendio dei Galli. Sulla parte anteriore un altro striscione recita: "La fontana Medina resti qui" e sul lato ci sono già centinaia di firme e di commenti. Nelle foto affisse si vede che la vasca è spostata di dieci metri rispetto alla collocazione voluta dal viceré Ramiro de Guzman duca di Medina di Las Torres: era il quarto spostamento, ma quel viceré diede il nome alla fontana e alla strada, e in quella via il Nettuno restò per il periodo più lungo della sua itinerante storia. Contraria al trasferimento anche l'associazione Progetto Napoli: «Ogni spostamento equivale a decontestualizzare la fontana e perderne altri pezzi. Perché non ricollocare invece in piazza Plebiscito la fontana originaria? A proposito, dov'è finita?», si chiede l'architetto Antonella Pane. Contrario e perplesso Aldo Capasso, ordinario di Tecnologia dell'architettura della Federico II: «Perché se era già previsto lo spostamento, da piazza Borsa la fontana non fu messa a deposito invece di montarla in via Medina? ».
Spuntano i reperti e fermano il trasloco di fontana Medina
La fontana Medina, un'opera d'arte barocca, è stata spostata per la quarta volta da piazza Borsa a via Medina in Napoli. La spostazione è stata decisa dall'architetto Alvaro Siza, che ha voluto sistemare la fontana in una nuova sede. Tuttavia, gli operai hanno incontrato problemi durante la spostazione e sono stati costretti a fermarsi. La fontana è stata tappezzata con striscioni che richiedono il suo ritorno a piazza Borsa. L'associazione Progetto Napoli ha espresso opposizione al trasferimento, affermando che ogni spostamento equivale a decontestualizzare la fontana e perderne pezzi. L'architetto Antonella Pane ha chiesto di sapere dove sia finita la fontana originaria.
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