IL CINETEATRO Kursaal Santalucia resta pubblico. Il Tar Puglia ha rigettato il ricorso presentato dall'imprenditore milanese, Stefano Zorzi, della Goon Srl, dando di fatto ragione alla Regione. «Una sentenza prevedibilissima è il commento dell'assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli negli anni scorsi, quando decidemmo per l'acquisizione del teatro, ci avevamo visto giusto. Questa è l'unica maniera per metterlo a valore e riconsegnarlo alla collettività». Già a partire dalla prossima settimana sarà presentato in giunta regionale il progetto preliminare dei lavori. Per lo storico teatro barese potrebbe trattarsi di adeguamenti impiantistici, lavori elettrici, eliminazione di alcune file di posti. Ma i tempi per restituire la struttura alla città sono lunghi, anche perché non sono esclusi altri ricorsi. Del resto la vicenda del Kursaal è segnata da molte dispute finite in tribunale. Le ultime risalgono al periodo successivo al pignoramento alla proprietà per crediti alle banche, quando lo storico teatro barese sul lungomare Nazario Sauro viene acquistato nel maggio del 2011 dall'imprenditore milanese, di origini baresi, Stefano Zorzi della Goon srl, al prezzo di 2 milioni 68mila e 670 euro. In pratica 3 euro e 75 centesimi in più rispetto alla base d'asta. È a quel punto che scende in campo la Regione, sollecitata dal ministero, esercitando il diritto di prelazione sul teatro e però commettendo alcuni piccoli "errori": nelle delibere 1785 e 1815 (con cui è stata esercitata la prelazione) si fa riferimento al prezzo a base d'asta e non a quello di aggiudicazione. Tra i due prezzi ci sono, appunto i 3 euro più spiccioli. Su questi punterà Zorzi per presentare ricorso. La prima sentenza arriva 20 novembre 2012 con la decisione del giudice esecutore Giuseppe Rana che ritiene legittimo l'esercizio del diritto di prelazione esercitato dalla Regione. Zorzi non si arrende e impugna la sentenza davanti al Tar Puglia che ieri però ha dato di nuovo ragione alla Regione, difesa dagli avvocati Francesco Tanzarella, Vittorio Triggiani e Maria Rosaria Avagliano: irrilevante l'errore nel prezzo, sostiene il Tar che boccia anche l'altra censura presentata dalla Goon srl, riguardante la motivazione contenuta nelle delibere sulla valorizzazione culturale del bene e rigetta il ricorso presentato dalla Fabris, società di gestio- ne della famiglia proprietaria prima che il teatro fosse messo all'asta. Ora si attendono le contromosse della Goon srl (potrebbe impugnare la sentenza in Consiglio di Stato a Roma). Nel frattempo all'interno del teatro i lavori sono proseguiti con sgombero, messa in sicurezza dello stabile e pulizia. «Adesso dovremo presentare il primo atto relativo alla progettazione dice Giovanni Vitofrancesco dirigente dell'ufficio Demanio della Regione si tratta di un immobile vincolato, quindi sottoposto a un gran numero di verifiche, dall'antincendio alla vulnerabilità sismica fino ai controlli della Sovrintendenza ». I lavori nel teatro prevedono adeguamenti dei sistemi di sicurezza e dell'impiantistica: «Solo per la procedura di affidamento prosegue Vitofrancesco ci potrebbe essere un ulteriore contenzioso che allungherebbe i tempi. Ma con la sentenza del Tar ci siamo liberati di un freno e cercheremo di fare il prima possibile. Ottimisticamente entro la fine dell'anno potrebbero cominciare i lavori di adeguamento del teatro ».