VERONA Ieri mattina il giornalista di Report Sigfrido Ranucci è tornato in procura per «integrare» quanto aveva già dichiarato giovedì davanti ai sostituti procuratori Valeria Ardito e Gennaro Ottaviano che lo avevano convocato «d'urgenza» in qualità di persona informata sui fatti. Un primo incontro, durato poco meno di mezz'ora, alle 9. «Mi hanno chiesto di integrare con documenti e ulteriori spiegazioni quanto avevo spiegato durante l'incontro di ieri (giovedì, ndr) - ha detto -. Si è trattato di una cosa molto rapida. Volevano alcune precisazioni e ulteriori riscontri». Il tema è quello della mostra alla Gran Guardia di Barbara Pinna. L'inviato di Report risentito in procura «Mi hanno chiesto delle integrazioni» E spunta un'intercettazione telefonica Sigfrido Ranucci è il giornalista di Report che ha curato il servizio su Verona. Ieri e giovedì è stato ascoltato come persona informata sui fatti su alcune vicende di cui ha parlato nel corso della trasmissione. La mostra in Gran Guardia Il tema più scottante riguarda la mostra in Gran Guardia la scorsa estate di Barbara Pinna, moglie del comandante provinciale della Guardia di Finanza Bruno Biagi. Non solo la sala è stata concessa gratuitamente, ma non si sa ancora chi deve pagare la fattura da 40mila euro emessa da Veronafiere Servizi (controllata di VeronaFiere) per l'allestimento. L'Accademia delle Belle Arti l'ha rispedita al mittente Le altre inchieste La procura indaga anche su altre questioni riguardanti l'amministrazione e politici. Sono state riaperte le indagini sulle presunte molestie sessuali dell'ex assessore Marco Giorlo nei confronti di una ragazza rumena. La denuncia era stata ritirata dopo una transazione in denaro BORDERO: 203628 VERONA - A qualcuno dei presenti ieri mattina, vedendolo camminare nel cortile dell'ex Mastino, è scappata la battuta: «Ormai è di casa a Verona». E in riva all'Adige, probabilmente, Sigfrido Ranucci lo si incontrerà sempre più spesso. Perché, come ha spiegato lui stesso «i casi che ci segnalano quotidianamente in redazione sulla vostra realtà sono moltissimi. Ci segnalano un certo malessere di cui gli amministratori sembrano non accorgersi, forse perché interessati solo a sminuire il nostro lavoro giornalistico». Nel frattempo, l'interesse della procura scaligera è concentrato sui vari casi portati all'attenzione del pubblico nazionale dal servizio firmato dal giornalista di Report e andato in onda lo scorso 7 aprile. E ieri mattina Ranucci è tornato in procura per «integrare» quanto aveva già dichiarato giovedì davanti ai sostituti procuratori Valeria Ardito e Gennaro Ottaviano che lo avevano convocato «d'urgenza» in qualità di persona informata sui fatti. Un primo incontro, durato poco meno di mezz'ora, alle 9. «Mi hanno chiesto di integrare con documenti e ulteriori spiegazioni quanto avevo spiegato durante l'incontro di ieri (giovedì, ndr) - ha detto -. Si è trattato di una cosa molto rapida. Volevano alcune precisazioni e ulteriori riscontri». Giubbotto di pelle, camicia scura. Un caffè al bar e poi via di corsa. Nuove indagini giornalistiche? Il diretto interessato non ha risposto. Ma a distanza di poco meno di due ore, si è ripresentato in procura. Sempre per «ulteriori precisazioni». E sempre in qualità di persona informata sui fatti. Quei fatti che stanno interessando sempre più gli organi inquirenti che vogliono capire quanto ci sia di fondato nei pesantissimi scenari tratteggiati nel corso della trasmissione. Come già rivelato giovedì dal diretto interessato, il pm Ardito ha chiesto a Ranucci l'origine della sua inchiesta giornalistica sulla mostra in Gran Guardia di Barbara Pinna, la moglie del comandante provinciale della guardia di finanza, colonnello Bruno Biagi. Delle spese per l'allestimento e la realizzazione dei cataloghi su cui, oltre alla procura scaligera, sta indagando anche la Corte dei Conti di Venezia ipotizzando un danno erariale ai danni del Comune (e forse non solo) che aveva concesso gratuitamente la sala per l'esposizione. E proprio in questa inchiesta, secondo indiscrezioni, sarebbe spuntata anche un'intercettazione in cui si parla dell'allestimento della kermesse. Si è parlato anche del caso della presunte avance sessuali dell'ex assessore Marco Giorlo nei confronti di una cittadina romena. Ma i filoni di eventuali inchieste, potrebbero essere più numerosi. Dagli uffici dell'ex Mastino, per il momento, massimo riserbo e nessun commento. Ma Ranucci è fiducioso: «Ho fatto il mio dovere di cittadino e in qualità di persona informata sui fatti ho risposto alle domande, ripercorrendo passo dopo passo tutti i fronti della mia inchiesta. Delle querele per diffamazione che ho ricevuto? Nessun accenno. Ho trovato magistrati molto attenti, il mio obiettivo era quello di risvegliare un po' di coscienze sopite. Mi muovo solo in base a fonti documentate e sono sempre pronto a provare la verità di quel che ho detto». Anche in un incontro pubblico con il sindaco Tosi: «Vorremmo rispondesse alle nostre domande, ma si è negato al confronto».