Chisso: solo un pazzo penserebbe di tagliare fuori il Comune VENEZIA «L'ho ribadito nelle due riunioni e lo ripeto: l'ufficio legale del nostro ministero sta valutando la possibilità di aumentare le prescrizioni e i vincoli sulla laguna di Venezia, qualora non si individui rapidamente un percorso per tutelare Venezia e il bacino di San Marco». Ilaria Borletti Buitoni, ex presidente del Fai e oggi sottosegretario ai Beni culturali, spiega più volte che nel corso delle due riunioni interministeriali sulle grandi navi a cui ne seguirà una terza la prossima settimana, coordinata dal presidente del consiglio Matteo Renzi «i tre ministeri hanno agito di concerto, non c'è stato alcun contrasto». Ma sottolinea anche che lei, in nome e per conto del ministro Dario Franceschini («che mi ha delegata su una questione che però gli sta enormemente a cuore», dice), ha chiaramento detto ai colleghi di governo Maurizio Lupi (Infrastrutture e Trasporti) e Gian Luca Galletti (Ambiente) che i Beni culturali hanno quell'«arma in più». Borletti non entra nel dettaglio, ma potrebbe essere un provvedimento che limita l'accesso alle navi nel «cuore» della città, in nome della fragilità dei monumenti messi a rischio dall'ingresso dei «grattacieli del mare». «Noi siamo sempre pronti a fare il massimo per garantire la salvaguardia della laguna - continua il sottosegretario - Non dimentichiamo però che se siamo in questa situazione da un lato è colpa dell'ordinanza del Tar che ci ha un po' sconcertati, dall'altro di una visione assolutamente colpevole che in passato non ha previsto una regolamentazione su numero e tonnellaggio massimo delle navi». Lupi e Galletti, per ora, tacciono in attesa della riunione con Renzi. Ma contesterebbero le ricostruzioni peraltro rese tra virgolette da un parlamentare di peso come il senatore pd Felice Casson su un pre-riunione con i cellulari bollenti e sullo stop all'ultimo minuto del via libera immediato al canale Contorta-Sant'Angelo. Pare che anche il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni sia andato in pressing sull'amico Graziano Delrio (che prima di diventare sottosegretario alla presidenza del consiglio guidava l'Anci), soprattutto per chiedere la fissazione del Comitatone. Nella serata di giovedì, infatti, Orsoni ha inviato al governo una diffida «a non assumere unilateralmente alcuna decisione eo iniziativa riguardante interventi all'interno della Laguna di Venezia», a suo dire riservati al Comitatone, compreso l'utilizzo della legge obiettivo. «Ma solo un pazzo penserebbe di tagliare fuori il Comune di Venezia - dice l'assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso - la legge obiettivo è solo un modo per velocizzare l'iter». Orsoni ha inoltre chiesto alla Capitaneria di inviare al Comune tutti i 7 progetti alternativi arrivati, comunicando che la richiesta vale come avvio della procedura che potrebbe portare alla famosa ordinanza. «Non mi aspettavo certo che mi rispondessero in un giorno alla vigilia di Pasqua», dice Orsoni. Il quale di fronte all'ipotesi che Renzi possa convocare pure lui, come fece Enrico Letta lo scorso 5 novembre insieme al governatore Luca Zaia e al presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa risponde diretto: «Io sono convinto che il Comitatone sia la sede corretta, ma è evidente che se mi convoca il presidente del consiglio non mi sottraggo». Nell'incontro tra i ministri di Contorta non si è mai parlato, anche se il comunicato conclusivo affermava che la scelta sarà tra le alternative che portano alla Marittima, cioè seppur non citate il Contorta e il retro Giudecca. Orsoni ha più volte negli ultimi giorni rilanciato l'ipotesi del Vittorio Emanuele, che collega il terminal crociere a Marghera, ma ieri anche il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa non ha nascosto le sue perplessità: «Resta il problema BORDERO: 217110 del passaggio davanti a Marghera in un canale a senso unico - ha detto - ora che siamo vicinissimi al traguardo, spero che nessuno rovesci il tavolo». «Occorre giungere rapidamente ad una scelta trasparente, scientificamente validata», dice il Pd veneziano, che continua a non prendere posizione. Sulle barricate invece ci sono i No Nav, che ieri si sono trovati e pensano a una giornata di blocco del Bacino nei primi giorni di giugno, da preparare con una serie di eventi precedenti, tra incontri, flash mob, e una giornata con gli aquiloni. «E' la stessa arroganza che il governo ha usato per il Mose», ha detto Tommaso Cacciari. Ieri la Clia, l'associazione delle compagnie, dopo aver ribadito l'intenzione di rispettare i limiti del governo a prescindere dalle decisioni del Tar, tra cui dall'1 dicembre quelle delle 96 mila tonnellate, ha inoltre annunciato l'intenzione di confermare per quest'anno l'accordo Blue Flag II sull'uso di carburanti meno inquinanti nel tratto lagunare. Una decisione applaudita dal ministro Galletti.