È cronaca, se non proprio storia, che ogni intervento nel centro cittadino fa discutere, tanto da condannare all'immobilismo per evitare polemiche. Tanto che l'ultima operazione importante è stata di un privato, il Creberg, che ha sistemato a maggio 2011, con l'installazione dell'opera di Ugo Riva «Anima Mondi» l'area davanti al suo ingresso, proprio vicino così vicino da chiedersi perché non si sia pensato a un intervento integrato alla Grazie dove si vorrebbe collocare il monumento a San Roncalli, già onorato in città con le statue al Seminario di Stefano Locatelli, nella Cattedrale di Alessandro Verdi e all'ospedale che gli è dedicato. Ma un monumento celebrativo non è solo «arredo urbano». E non è un caso, al di là della discussione estetico-filosofica se la retorica del monumento sia ancora attuale, che a Bergamo, dopo l'indigestione risorgimentale, non se ne eriga più uno in centro da quasi quarant'anni, dal Partigiano di Giacomo Manzù. Sempre che non si voglia considerare tale quello ad Arlecchino, che la giunta Tentorio ha collocato a novembre 2011 all'Urban Center, sempre in viale Papa Giovanni, dopo un lungo peregrinare dalla fontana di largo Rezzara, dove comparve nel 2003 con un blitz del Ducato di Piazza Pontida, ai giardini della Provincia. Fu bocciata dalla giunta Bruni, invece, l'idea di piazzarlo tra il Donizetti e i propilei dell'Atb Point,perché avrebbe fatto da pendant poco onorevole proprio al monumento al Partigiano. Che mantiene il record delle polemiche, ancora di più di quelle che si ebbero negli anni Venti quando si trattò di spostare il monumento a Garibaldi nell'attuale Rotonda dei Mille da Piazza Vecchia dove era stato precipitosamente collocato 40 anni prima sfrattando la fontana Contarini. Quando nel 1974 fu presentato il bozzetto del monumento che Manzù voleva donare alla città per il 30 anniversario della Resistenza, ci furono veti politici, per un soggetto ritenuto troppo «crudo» da una parte e troppo "sentimentale" o anche poco «resistenziale» dall'altra. Si dovette far passare l'anniversario, ricordato solo con una medaglia commissionata a Manzù , per riprendere le trattative e arrivare infine all'inaugurazione il 25 aprile 1977. E all'epoca il centro offriva ancora possibilità per un'adeguata collocazione. Oggi solo in periferia si potrebbe trovare lo spazio concesso nel 1897 a Francesco Jerace per il suo monumento a Donizetti. Ma memori della difficoltà di collocare una poco impegnativa statua di Arlecchino, si sarebbe potuto ben pensare come un monumento a papa Giovanni, che non si può mettere in posizione defilata, non avrebbe avuto vita facile.
Bergamo, Giovanni XXIII. Da Garibaldi al partigiano di Manzù, gli ingombranti omaggi d'autore. Sculture e arredo urbano fanno sempre discutere
L'installazione di un monumento a papa Giovanni in via Papa Giovanni a Bergamo ha sollevato polemiche. Il monumento è stato collocato all'Urban Center, vicino al Partigiano di Giacomo Manzù, che è stato oggetto di polemiche per la sua posizione. Il Partigiano è stato collocato vicino al Donizetti, ma la sua posizione è stata anche oggetto di polemiche. Il monumento a Donizetti è stato collocato in periferia, vicino a Francesco Jerace, che ha donato il suo monumento a Donizetti nel 1897. La difficoltà di collocare un monumento a papa Giovanni è stata sollevata, considerando la sua posizione centrale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo