Per Vittorio Sgarbi meglio lasciare stare i santi e i fanti. Il professore considera anacronistica l'opera monumentale dedicata a papa Giovanni XXIII. «Dal Rinascimento in avanti qualsiasi statua celebrativa in omaggio a pontefici, santi o politici, posizionata in spazi pubblici, è un'operazione insensata. Nel caso specifico poi non c'è bisogno di realizzare un'opera che ricordi il papa. È la negazione per cui il santo è dentro di noi». Il critico dell'arte, al netto di giudizi sull'opera di Carlo Balljana, considera sbagliata la committenza comunale. «La logica del monumento pubblico è errata, andava evitata la commissione. Se mi avessero interpellato prima di prendere la decisione, avrei detto a questi amministratori, che conosco, che era un'operazione da escludere. Il committente privato può fare ciò che vuole, ma il pubblico no. E oggi non ha senso un monumento celebrativo. Le sembra normale realizzarne uno con Matteo Renzi a cavallo come fosse Marco Aurelio? Poi nel caso della statua a Papa Roncalli il comune dirà che non pagherà lui ma dei donatori. Ma neppure questa risposta ha senso, perché l'opera insiste su uno spazio cittadino», incalza Sgarbi. E aggiunge: «Ormai l'opera è fatta. L'unica salvezza è ricollocarla in una sede religiosa. Lasciamo i santi alla chiesa e si metta il monumento decoroso di Balljana in un convento o nel seminario vescovile, più opportuno. In questo modo l'amministrazione sarebbe svincolata dalla responsabilità di avere dato alla città un'opera monumentale fuori tempo massimo». Sul risultato artistico: «Per fortuna hanno scelto uno scultore buono e modesto, non uno degli artisti prediletti da Giacinto Di Pietrantonio (direttore della Gamec, ndr). Balljana è un populista che ha dato il meglio di sé con opere dai soggetti contadini. Ne ha realizzate anche altre monumentali su Papa Giovanni XXIII e, tra le sculture auliche, è la meglio riuscita. È una rappresentazione celebrativa e tradizionale, come quelle dell'Ottocento senza un valore artistico particolare. Il papa è raffigurato in maniera efficace attorniato da bambini». E conclude: «È un'immagine devozionale più pertinente rispetto a quella di Papa Wojtyla realizzata da Oliviero Rainaldi davanti alla stazione Termini. Farà protestare meno, essendo un'opera realistica e non astratta, ma è inutile e vistosa. Bisogna evitare di trasformare il centro cittadino con un'immagini che lasciano il tempo che trovano».
Bergamo, Giovanni XXIII. Sgarbi: Finito il tempo dei santi celebrati nelle piazze pubbliche
Il critico dell'arte Vittorio Sgarbi ha espresso la sua disapprovazione per la statua monumentale dedicata a papa Giovanni XXIII realizzata dallo scultore Carlo Balljana. Sgarbi considera l'opera anacronistica e sbagliata, poiché non c'è bisogno di realizzare un'opera che ricordi il papa. Egli suggerisce di ricollocare l'opera in una sede religiosa, come una chiesa o un convento, per evitare di trasformare il centro cittadino con un'immagine che potrebbe essere vistosa. Sgarbi elogia l'opera di Balljana, considerandola una rappresentazione celebrativa e tradizionale, ma ritiene che non abbia un valore artistico particolare.
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