Gabriele Pasqui Direttore del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico Ilaria Valente Preside della Scuola di Architettura e Società del Politecnico L'articolo di Alberto Mingardi sul Corriere di domenica 13 aprile («Decoro urbano e libertà»), dedicato al testo del nuovo Regolamento edilizio del Comune, ci permette di svolgere qualche considerazione sul ruolo dell'amministrazione comunale nella costruzione di regole, progetti e azioni capaci di migliorare la qualità urbana e l'abitabilità della nostra città, ma anche le condizioni quotidiane di vita dei suoi cittadini e dei suoi tanti utilizzatori. Milano, come molte altre in Europa, è oggi soggetta a una crisi del mercato urbano che ha una natura strutturale e che può generare una sovrapproduzione edilizia difficile da gestire, oltre che una impressionante quantità di aree ed immobili, di proprietà pubblica e privata, che rischiano di rimanere inutilizzate e abbandonate. Il recente censimento promosso dall'amministrazione comunale ha evidenziato che in molti casi stiamo parlando di immobili o di aree abbandonate da lungo tempo (talvolta decenni), in stato di pesante degrado, che ospitano attività incongrue o insicure, quando non illegali. Non si tratta dunque solo di «decoro»: si tratta di salvaguardare e promuovere la qualità urbana, di rigenerare brani di città collocati in contesti di grande interesse, di operare secondo la logica del riciclo e del riuso, di produrre nuovi beni pubblici. La Scuola di Architettura e Società del Politecnico, in collaborazione con l'amministrazione comunale, ha promosso in questo anno accademico l'iniziativa «Ri-formare Milano-progetti per le aree e gli edifici in stato di degrado e abbandono», dedicata proprio alla riprogettazione di una quarantina di aree o di edifici di proprietà sia pubblica che privata, di diversa dimensione, consistenza, tipologia, che sono oggetto di esplorazioni progettuali da parte degli studenti. A sua volta il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani ha promosso iniziative e progetti per la rigenerazione e il recupero di aree e immobili sottoutilizzati, anche nella prospettiva della sperimentazione di usi temporanei. L'obiettivo di questa collaborazione tra il Politecnico e il Comune è dunque coerente con una idea di città come «bene comune», nella quale, nel rispetto dei diritti individuali, si mettano in atto strumenti e strategie capaci di sbloccare situazioni ormai incancrenite, creando opportunità nuove per gli stessi proprietari e operando per re-immaginare luoghi abitabili. Lo straordinario patrimonio dismesso, inutilizzato, abbandonato, tanto pubblico quanto privato, non può dunque essere ignorato da una amministrazione che voglia promuovere la qualità urbana: esso deve diventare oggetto di politiche, progetti e interventi che siano in grado di incentivare la mobilitazione di operatori privati attraverso l'attribuzione temporanea di aree e immobili abbandonati da lungo tempo a funzioni pubbliche, contribuendo in questo modo a «fare città» e a rendere Milano più sicura e vivibile.
Milano. Per una città da riformare
Il Comune di Milano sta lavorando per migliorare la qualità urbana e l'abitabilità della città. Il nuovo Regolamento edilizio del Comune prevede regole per la costruzione e il recupero di aree e immobili abbandonati. La Scuola di Architettura e Società del Politecnico ha promosso iniziative per la riprogettazione di aree e immobili in stato di degrado e abbandono. Il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani ha anche promosso progetti per la rigenerazione e il recupero di aree e immobili sottoutilizzati. L'obiettivo è creare opportunità nuove per gli abitanti e promuovere la qualità urbana.
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