Quando l'imprenditore Reinhold Wurth decise di restaurare a sue spese la Cappella Palatina ebbe a dire: «E' nel mio cuore. Pochi tesori della cultura di questa terra sono così importanti e degni di essere conservati per le generazioni future. Io credo che il nostro finanziamento sia un buon investimento e testimoni l'appartenenza alla comune civiltà europea». E ieri a palazzo Ajutamicristo sono stati illustrati i lavori di restauro sponsorizzati da Ronald Würth, terminati nel 2008, e si sono affrontati i temi legati alla manutenzione programmata necessaria per la buona conservazione, per non vanificare gli interventi già eseguiti. E' stata, inoltre, l'occasione per individuare le soluzioni idonee affinché i notevoli afflussi di visitatori non contribuiscano al degrado di questo straordinario e unico monumento. Sono intervenuti: Maria Elena Volpes, soprintendente per i beni culturali di Palermo; Maria Andaloro, sovrintendente della Fabbriceria di Palazzo dei Normanni, Guido Meli dirigente del Servizio Museografico del Dipartimento, progettista e direttore dei lavori, mons. Giuseppe Randazzo, direttore del Museo Diocesano di Palermo, Gaetano Renda, responsabile dell'Ufficio beni culturali della Curia di Palermo, Lina Bellanca, dirigente dell'Unità per i beni Architettonici della Soprintendenza. «Quando si termina un restauro - spiega l'arch. Lina Bellanca - si ha la sensazione che poi il problema non esista più. Non è così. Siamo di fronte ad opere delicatissime che hanno bisogno costantemente di essere monitorate. Una piccola distrazione può creare tanti di quei problemi da vanificare quello che si è fatto. Il problema di maggiore rilievo è legato ai mosaici soprattutto quelli dell'area del presbiterio. All'esterno ci sono dei terrazzi con copertura piana che devono essere tenuti periodicamente sotto osservazione perché alle prime piogge non si crei il cosiddetto tappo nello scarico con la conseguenza dell'assorbimento delle acque nelle murature. Nel tempo l'umidità cerca vie di fuga e finisce con lo spingere le superfici delle tessere che sono aderenti alla muratura. Dunque, bisogna essere molto attenti alle protezioni delle coperture perché se le trascuriamo bruciamo tutto ciò che si è fatto di buono». Come si risolve il problema finanziario? E l'arch. Bellanca: «Bisogna stabilire che una buona fetta degli introiti provenienti dal biglietto d'ingresso della Cappella Palatina sia destinata alla manutenzione periodica del bene e non soltanto all'allestimento di mostre, qualcuna anche inutile». Attraverso un video sono stati mostrati i risultati degli interventi dopo le cure. Vincenzo Prestigiacomo 16042014