Senza modificare gli arredi, nelle sale verrebbero installate opere da esposizione permanente Dopo oltre 30 anni di abbandono villa Reimann è pronta a rinascere. O così potrebbe essere qualora passi l'idea, già avanzata dalla Giunta comunale, di trasformare la dimora della nobildonna danese in un museo civico di arte contemporanea. Non era certo questa la destinazione d'uso prevista nel testamento del 1979 che Christiane Reimann lasciò quando scelse di donare villa Fegotto e il suo giardino al Comune di Siracusa. Eppure a 35 anni di distanza dalla sua morte lo storico immobile di via Necropoli Groticelle potrebbe finalmente trovare una configurazione definitiva nel panorama dei beni storici cittadini. Al suo interno il Comune si preoccuperà di collocare diverse opere artistiche per una esposizione permanente, senza che per questo sia modificata la struttura del caseggiato ottocentesco, tantomeno i suoi arredi che comunque resterebbero lì dove sono tutt'oggi collocati. Con il progetto di istituzione del museo civico, anzi, il Comune intende avviare anche un graduale recupero della villa, della casa del custode e del giardino che comunque necessitano di interventi di riqualificazione e ristrutturazione. A denunciare per prime lo stato di abbandono del complesso Reimann, già nei mesi scorsi erano state diverse associazioni culturali che operano nel territorio oltre ad alcuni consiglieri della circoscrizione Neapolis schierati dalla parte della valorizzazione del bene attraverso una nuova destinazione d'uso. Adesso, dal lato delle volontà testamentarie della nobildonna danese ci sarebbe pure qualche consigliere comunale. In questi giorni la proposta di istituzione del museo civico di arte moderna e contemporanea è al vaglio della commissione consiliare Cultura e di quella che si occupa di Patrimonio affinché tutti i componenti possano esprimere un parere che dovrà approdare in aula per la votazione finale del Consiglio entro la fine del mese. L'allestimento del museo che oltre allo spazio espositivo prevede anche una biblioteca del catalogo d'arte, un laboratorio di restauro e un archivio con schedatura delle opere donate al Comune, potrebbe già avvenire quest'estate. Solo dopo si passerà alla creazione di laboratori d'arte e foresteria per l'alloggio degli artisti e alla ristrutturazione dell'edificio che prevede anche la sistemazione del giardino con la riconfigurazione scientifica dell'orto botanico e del piccolo parco archeologico connesso in cui si trovano anche antiche tombe bizantine. Attualmente infatti villa Reimann è nel più totale abbandono con muri di recinzione crollati, buche e asfalto mancante, scalinate in pietra ricoperte da calcinacci, vasi e decori sfregiati se non addirittura mancanti a causa dei furti che sono avvenuti anche all'interno del giardino e nel terrazzo prospiciente la villa. Come se non bastasse l'intonaco continua a venire giù dalle crepe della neoclassica residenza a causa delle infiltrazioni di umidità e una mancata manutenzione che si protrae da oltre 15 anni. Gli interventi che gli stessi tecnici del Comune hanno già valutato come necessari all'interno della proprietà di via Necropoli Groticelle riguarderebbero innanzitutto le opere murarie, il ripristino di colonne e altri motivi decorativi, di muri a secco e bordure in terracotta, oltre al rifacimento di gran parte del manto stradale nei viali attualmente pieni di avvallamenti e buche. In linea con quanto la stessa Christiane Reimann esprimeva nel suo testamento «per impedire qualsiasi degrado e mantenere il decoro della villa nel suo complesso e in ogni sua parte» servirebbero anche la messa a dimora di nuove piante e il ripristino delle specie rare che la Reimann si preoccupava di fare arrivare da ogni dove rendendo il suo giardino siracusano come un bene prezioso dove rimangono anche vecchi cartelli botanici scoloriti e, a detta di alcuni esperti, persino errati. Per tutte queste ragioni, nei giorni scorsi il comitato "Giovani per Siracusa" è tornato a richiedere il ripristino di un'apposita commissione di garanzia (anche questa citata tra le volontà della proprietaria Reimann) e che dovrebbe essere formato dal sindaco della città, dal presidente della società di Storia patria con un suo socio e altri due cittadini scelti dalla Giunta comunale al fine di salvaguardare il bene e ridargli valore. Nella storia di villa Reimann infatti c'è anche il ricordo di anni di splendore e attività. Dal 1994 al 1998 la villa uscì fuori da 15 anni di abbandono e di mancati impegni testamentari per i quali gli eredi legittimi avevano persino avviato una causa civile. Il Comune allora riuscì a non perdere l'immobile e a realizzare una serie di lavori di valorizzazione e di ristrutturazione che fecero "rifiorire" il bene restituito ai siracusani non solo per visite occasionali, ma anche per l'organizzazione di eventi e spettacoli. Nei 15 anni successivi, poi, il ricordo della villa nobiliare è solo legato alla celebrazione di qualche matrimonio civile per finire presto di nuovo nella dimenticanza. Eleonora Vitale 16042014