VENEZIA La manovra è, per certi versi, a tenaglia: da un lato Vtp lamenta di aver perso 676 mila euro per quel marzo gettato via a causa della chiusura della bocca di porto del Lido; dall'altro l'Autorità portuale chiede che quando a giugno inizieranno gli stop anche alla bocca di Malamocco, gli extra-costi del passaggio attraverso la conca di navigazione non siano a carico degli operatori. In mezzo c'è il Magistrato alle Acque, che però non avrebbe molta intenzione di accogliere le richieste. «Abbiamo contestato un lucro cessante con calcoli ben precisi», è l'unica dichiarazione di Sandro Trevisanato, presidente di Vtp, riferendosi ai mancati introiti. Diverso invece il discorso del Porto. «Io non ho chiesto i danni a nessuno - sbotta il presidente Paolo Costa - ho solo ribadito al Magistrato alle Acque, come avevo già detto in comitato portuale, che per gli operatori non ci possono essere dei costi ulteriori, visto che già sopporteranno i disagi». Da giugno, infatti, inizierà l'affondamento dei cassoni a Malamocco e ogni due settimane la bocca sarà chiusa per 48 ore. In quel caso le navi commerciali dovranno usare la conca, costruita per consentire il passaggio durante le chiusure del Mose, e questo comporta costi aggiuntivi per i servizi tecnico-nautici, per esempio la necessità di un secondo rimorchiatore. La questione è già sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.