Caro direttore, pur nell'attuale situazione di degrado, Napoli ha risorse che se bene utilizzate potrebbero aprire varchi che consentirebbero una ripresa della propria immagine, purtroppo sempre più sbiadita. Una delle risorse che maggiormente potrebbe essere utilizzata è sempre sulla bocca di tutti, la cultura. Eppure il Forum delle Culture, che avrebbe dovuto fornire grandi possibilità di recupero, è gestito dalle forze politiche nella maniera più assurda possibile. Sorvolo su questo tema, credo non abbia bisogno di commenti, ognuno può trarre le proprie conclusioni tanto gli avvenimenti sono evidenti. Come storico dell'architettura, educato in una grande scuola, alimentata da grandissime personalità a partire dai contributi di Croce e Ceci, don Ferrante e Don Fastidio della incommensurabile «Napoli Nobilissima», per finire a Roberto Pane, loro amico e continuatore, Maestro mio e di quella ricchissima scuola di storici del calibro di Arnaldo Venditti, Renato de Fusco, Giancarlo Alisio, Cesare De Seta, Gaetana Cantone, continuando con i nostri allievi, vorrei affrontare un problema che potrebbe sembrare marginale e che al contrario è di grande rilevanza. Mi riferisco a un supporto fondamentale per il lavoro di un storico: gli archivi storici. Come sostengono i più avvertiti metodologi di storia e storiografia e Giuseppe Galasso è uno di questi punto di partenza per fare un'analisi storica è l'analisi delle fonti. Gli archivi storici forniscono, senza ombra di dubbio, una messe notevolissima di elementi per questa delicata operazione. Come tutte le città capitali, Napoli è fornita di numerosi archivi, è pertanto utile analizzare lo stato di conservazione e di utilizzazione di tali preziose strutture. Bisogna dare atto che alcuni di essi, preziosi per il lavoro dei ricercatori sono in ottimo stato di conservazione, mi riferisco a quello di Stato e quello storico del Banco di Napoli. I problemi maggiori si riscontrano in quelli del Comune di Napoli e in quello Notarile, mentre presentano difficoltà per la consultazione gli archivi delle Soprintendenze e l'Archivio Militare. Nulla da ridire sui funzionari addetti alla conservazione e gestione dei fondi; le negatività principalmente vanno attribuite in massima parte ai politici agli amministratori. Non mi risulta infatti che si sia operato per superare questa grave situazione, pensando che il problema fosse marginale o inesistente, al contrario è di notevole gravità. Senza la conoscenza della storia e dell'identità di un popolo non si può operare un'adeguata tutela del patrimonio storico artistico, un bene culturale viene valutato, anche se non principalmente sulla base degli avvenimenti che in esso si sono susseguiti. Un'amministrazione non può tenere chiuso un archivio per ragioni strutturali. Né si può affermare che il grande patrimonio di notizie sul Regno borbonico sia stato incendiato da un evento bellico, perché non è vero. Infatti se, purtroppo, un incendio dovuto a un razzo, lanciato dai tedeschi, ha bruciato buona parte di tali documenti, altri sono male archiviati e conservati, per tale motivo difficilmente consultabili, negligenza dovuta, con ogni probabilità, al poco interesse dello Stato italiano, a conservare la memoria storica borbonica. Quello che davvero manca è un piano di riqualificazione del patrimonio archivistico. Una negligente situazione che potrebbe essere superata da un buon progetto di utilizzazione dei fondi europei. Potrebbero essere restaurati edifici che stanno crollando e perciò chiusi al pubblico, potrebbero essere utilizzati molti laureati disoccupati per la corretta catalogazione delle fonti e, nello stesso tempo si potrebbe preparare nuovo personale da utilizzare come archivisti, un modo intelligente per intervenire a tutela dei giovani che verrebbero occupati dignitosamente, contribuendo, anche se in minima parte a risolvere uno dei nostri maggiori problemi.
Napoli. Gli archivi storici. Un patrimonio dimenticato di Napoli
Il testo esprime la preoccupazione per lo stato di degrado degli archivi storici di Napoli, che potrebbero essere utilizzati per un recupero della città. Il testore, storico dell'architettura, sostiene che gli archivi storici sono fondamentali per l'analisi storica e che la loro conservazione è un problema di grande rilevanza. Analizza lo stato di conservazione di alcuni archivi, come quello del Comune di Napoli e del Banco di Napoli, e identifica i problemi maggiori, come la mancanza di un piano di riqualificazione del patrimonio archivistico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo