L'APPUNTATO: "DA LEGALE FIUMEFREDDO NON PRESENTÒ UNA DENUNCIA CONTRO IL MIO COMANDANTE" Catania. Il povero appuntato scelto Salvatore Favara, in servizio presso la caserma di Acicastello in provincia di Catania, disperato per le continue vessazioni patite a suo dire dal comandante, un bel giorno di qualche anno fa decise di denunciarlo e si rivolse a un principe del foro, noto per le parole spese in ogni dove a favore della legalità: Antonio Fiumefreddo, nominato la scorsa settimana da Crocetta assessore regionale ai Beni culturali (anche a costo di litigare con mezza coalizione). Assessore che si è dimesso ieri dopo un'inchiesta di Repubblica su un appalto concesso a una società della famiglia Ercolano dal Teatro Massimo Bellini di Catania, al tempo in cui Fiumefreddo era sovrintendente. Chi meglio di lui, pensò bene Favara, su consiglio di un commilitone. Del resto Fiumefreddo ha un bel curriculum: docente di Diritto processuale penale presso la Università Link Campus, negli anni Novanta difensore di politici coinvolti in Tangentopoli come Rino Nicolosi e Salvo Andò e difensore del boss Giuseppe Ercolano. Sempre in nome della legalità ovviamente. "Questo è mobbing, procediamo con la querela", disse sicuro Fiumefreddo. Il carabiniere lasciò mille euro di acconto. Tempo dopo, però, scoprì che la denuncia non era mai stata presentata. Per questo Fiumefreddo è sotto inchiesta a Catania, su denuncia di Favara, per truffa e infedele patrocinio. "Io non ho mai detto che avrei presentato quella denuncia", si difende Fiumefreddo. È certo però che l'ex assessore chiuso il rapporto professionale col carabiniere gli consegnò copia della denuncia per mobbing. "Solo un'indicazione per un eventuale altro collega", dice. La Procura era pronta a credergli ma il Gip Maria Paola Cosentino ha respinto la richiesta di archiviazione e ordinato nuove indagini. "Non è plausibile scrive il Gip la giustificazione addotta dal legale nel consegnare al Favara la denuncia". Perché scriverla se riteneva inesistente il reato? Di plausibile, però, in questa storia c'è ben poco. Tutte invenzioni del carabiniere, emotivamente scosso dallo scontro col suo capo? Favara è in grado di documentare tutto perché - fiutato che qualcosa non andava nel comportamento del legale - prese a registrare le loro conversazioni nello studio del professionista. Ed è proprio su quelle registrazioni che il Gip vuole vedere chiaro. In una di queste Fiumefreddo esclama: "Questa storia è da giornali nazionali". In un altra il legale, che in precedenza aveva suggerito al carabiniere di presentare una denuncia contro ignoti per via di alcune molestie telefoniche patite dall'intera famiglia, indicava proprio nel comandante l'autore di quelle molestie (poi emerse che il comandante non c'entrava nulla). Tutto questo sosteneva di poterlo dimostrare grazie alle amicizie vantate con la polizia postale. Circostanza che non contribuì certo a rasserenare i rapporti tra l'appuntato e il suo comandante . Di lì a poco l'appuntato Favara venne trasferito per incompatibilità ambientale per ordine dei superiori. In attesa delle indagini, a Favara non rimane che innalzare una prece alla Madonna, come ha fatto Fiumefreddo nella lettera inviata a Crocetta in cui motiva le sue dimissioni con gli attacchi della stampa: "Che tutto ciò avvenga nella settimana di Passione è un privilegio di cui non sono degno", scrive. E poi conclude: "Sei nelle mie preghiere, in Maria nostra madre". E Crocetta gli ha subito risposto: "Ho sofferto insieme a te in questi giorni con la consapevolezza di vivere il dolore espiatore e catartico della settimana Santa". Amen.
SICILIA - Fiumefreddo. Il carabiniere che inguaia l'assessore
Riassunto in massimo 200 parole:
Il carabiniere Salvatore Favara, in servizio a Catania, denunciò il suo comandante per mobbing. La denuncia fu presentata a Antonio Fiumefreddo, un avvocato noto per le sue parole a favore della legalità. Fiumefreddo, assessore regionale ai Beni culturali, si dimise dopo un'inchiesta di Repubblica su un appalto concesso a una società della famiglia Ercolano. Favara aveva chiesto a Fiumefreddo di presentare la denuncia, ma il legale le disse che non era mai stata presentata. Fiumefreddo si difese, affermando di aver solo consegnato la denuncia per un eventuale altro collega.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo