FIRENZE «È uno spot elettorale e rispunterà fuori fra qualche mese », quando, cioè andrà al voto la Provincia di Lucca. Questo il giudizio dell'assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti sull'ipotizzata (dal Presidente del Senato Marcello Pera e dal centrodestra lucchese) autostrada Lucca-Modena. Uno spot che però per Conti va comunque preso sul serio. Non tanto perché crede che questa lingua d'asfalto sia destinata a passare attraverso le colline lucchesi, quanto perché dimostra la scarsa sensibilità istituzionale (e ambientale) che si respira dalle parti del Polo. Infatti il governo pur presentando in pompa magna a Lucca, poco prima del voto per le regionali, il famoso "lotto zero" dell'opera, non ha ancora fornito l'unico strumento che si era impegnato a far conoscere alle due regioni interessate (Toscana e Emilia Romagna). Cioè lo studio (finanziato con 150mila euro) sull'effettiva utilità dell'autostrada. Il sospetto di Conti è che quelle carte, rimaste nei cassetti del governo, dicono che la Lucca-Modena per i flussi di traffico scarsi previsti non sarebbe una strada utile. Almeno non tale da giustificare i soldi promessi dai rappresentanti del Polo a Lucca: 480 milioni di euro. «Il governo - spiega l'assessore regionale - non ci ha ancora presentato lo studio di fattibilità. Il sospetto è che contenga dati sui flussi di traffico insufficienti a giustificare l'opera. E poi, l'utilità di un'autostrada così costosa è dubbia». E per Legambiente, che ieri ha spiegato in una conferenza stampa assieme allo stesso Conti e ai rappresentanti dei comitati locali, non solo è inutile ma anche dannosa per l'ecosistema e pericolosa. «Il 70 del tracciato è in galleria - dice Piero Baronti, presidente di Legambiente toscana - è questo un rischio altissimo quando si parla di un territorio geomorfologicamente molto fragile come quello delle colline lucchesi». Le stesse obiezioni degli ambientalisti però sono avanzate anche dall'Uncem (l'unione dei comuni e delle comunità montane) che, tramite il proprio presidente Oreste Giurlani, fa sapere che «La Lucca-Modena sarebbe un'opera ciclopica, per la quale il governo non troverebbe i soldi. Chiediamo di puntare su ciò che già esiste, rendendo più sicura la viabilità». E anche dalla provincia di Lucca che con il suo presidente Andrea Tagliasacchi definisce la Lucca-Modena «non una necessità infrastrutturale. Perché non rientra nei nostri piani di governo del territorio». Le priorità in lucchesia per Tagliasacchi sono invece «l'ammodernamento delle linee ferroviarie verso Firenze e la garfagnana, il completamento della viabilità ordinaria tra Piazza al Serchio e Lucca, e le scelte compiute sugli assi nord-sud e est-ovest della Piana, a cui vanno aggiunte la circonvallazione di Altopascio e il nuovo ponte sul Serchio». Anche perché quei 480 milioni di euro potrebbe essere spesi molto meglio. Sia Legambiente che Conti li investirebbero sulle rotaie. «Questi soldi - spiega Baronti - sarebbero più utili per la linea ferroviaria Lucca-Aulla, per la tratta che collega Firenze alla Versilia, facendone una direttrice competitiva con quella che da Firenze arriva a Pisa, e per la metropolitana di superfice fra Lucca-Pisa e Livorno. Sarebbero cioè meglio spesi se servissero a incrementare il traffico su rotaia riducendo così la pressione delle auto sulle nostre città, in primo luogo Firenze». Con quei 480 milioni secondo l'assessore Conti si potrebbe ad esempio raddoppiare la linea che corre fra Pistoia e Montecatini, risolvendo anche, una volta per tutte, il nodo della ferrovia che passa attraverso la città termale, e velocizzare la tratta fra Pistoia e Lucca. Attualmente infatti per andare in treno da Firenze a Viareggio, passando per Pistoia e Lucca, ci si impiega almeno due ore.