Sponsor e opere future: nessuno si fa avanti Entro fine mandato un'inaugurazione ci sarà. Asse dopo asse, piano dopo piano, le impalcature si abbassano e il volto restaurato della biblioteca Mai si svela a piazza Vecchia davanti a un cielo che sembra dipinto. Manca una decina di giorni per toccare terra e poter fissare finalmente la data della cerimonia ufficiale. L'assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli è persino più carico del solito: «Sono davvero soddisfatto, il lavoro è stato fatto molto bene, guardate come splende». È tuttavia solo la facciata. Varcata la soglia, superate le due rampe di scale, si sale al cuore, quella sala Furietti svuotata e puntellata in fretta e furia due anni fa perché, casualmente, dopo il terremoto della primavera 2012, si era scoperto che era a rischio crollo. Non per colpa della scossa, ma delle travi marcescenti. Coperte dall'intonaco delle volte, nessuno per anni si era reso conto delle loro condizioni. Quello, era stato fino a un certo punto l'obiettivo di maggio 2014. Adesso, secondo la tempistica dettata ieri pomeriggio, a fianco della Fontana Contarini, dall'assessore, si riaprirà non prima d'inizio del 2015. Magari per l'Expo. Il salone se ne sta lì, completamente vuoto, non fosse per i ponteggi di protezione che al Comune, solo quelli, erano costati 100 mila euro. Saltarelli, origini montanare, fa due gradini alla volta e punta il dito verso l'angolo a destra, dove sono state eseguite le prime verifiche in vista dell'intervento, «che ci costerà intorno ai 400 mila euro spiega , stiamo predisponendo la gara d'appalto». Quei soldi ci sono. Fanno parte del milione e 200 mila euro del pacchetto che, oltre alla sala e alla facciata, costata 700 mila euro, prevede la sostituzione della caldaia per il riscaldamento. Si passa dal gasolio al metano. «I lavori continua Saltarelli sono in programma per quest'estate, l'impianto sarà eseguito in vicolo Aquila Nera. Ci siamo già confrontati con la Soprintendenza e i vigili del fuoco». A proposito, il responsabile per Bergamo dei Beni architettonici e del paesaggio, Giuseppe Napoleone, dopo il sopralluogo di dieci giorni fa, torna a visitare la biblioteca questo pomeriggio. «Mi sembra che siano stati rispettati i tempi e i modi concordati con la Soprintendenza afferma Napoleone , ma per un giudizio complessivo attendo di ammirare la facciata senza impalcature». Che, comunque, non abbandoneranno piazza Vecchia per un po'. Nei prossimi giorni sarà liberata la facciata e l'ingresso principale, ma si continuerà a trafficare ai bordi. «In via Aquila Nera precisa l'architetto del Comune, Angelo Breda si erano verificati alcuni cedimenti. Il cantiere si sposterà su quel lato». Non prima di aver riarmato la statua di San Michele. Defilata, in via Rivola, in pochi hanno notato che al braccio teso in avanti, pungo chiuso, mancava qualcosa: la spada. L'aveva persa nel corso degli anni. È stata recuperata in un deposito e nei prossimi giorni tornerà nelle mani del santo. La difesa del palazzo, comunque, non spetta a lui. Per preservare il marmo appena tirato a lucido dagli agguerriti piccioni, è stato montato un sistema simile a quello già testato per il Donizetti. Piccole scariche di elettricità tengono alla larga gli invadenti pennuti. L'ultima lustrata alla facciata risaliva al 1997. «Non è stata perciò tanto impegnativa la ripulitura prosegue Breda quanto il restauro degli elementi in marmo che si staccavano». Il tempo lo aveva logorato a tal punto che era come se si sbriciolasse. La Decoart di Firenze è l'impresa che si è aggiudicata l'appalto. L'assessore osserva come tutto, dalle statue ai capitelli, fino al colonnato sulla cima, sia stato perfettamente rimesso a nuovo. Ora che il cantiere si farà meno invasivo, si spera che anche i numeri dei visitatori tornino quelli di una volta. Nel 2011, prima del patatrac, erano quasi 20 mila. Lo scorso anno si sono fermati a 11 mila, quasi la metà. Per la direttrice Maria Elisabetta Manca è comunque un traguardo. «Abbiamo ridotto le chiusure allo stretto necessario commenta e abbiamo mantenuto il programma delle nostre iniziative». Non è poco, se si pensa che sala Furietti ospitava 43 dei 52 posti disponibili, oltre ai 5 mila volumi trasferiti al quarto piano. Esiste un secondo lotto, inserito nelle Piano delle opere pubbliche, sulla biblioteca Mai. Ieri, l'assessore lo ha ricordato. Un milione e 400 mila euro per 10 micro progetti: dal rifacimento dei pavimenti ai locali (affrescati) del custode, fino alla torretta con vista mozzafiato sui tetti di Città Alta. L'idea sarebbe di aprirla al pubblico. Si erano cercati sponsor, come era stato fatto per la prima parte dei lavori. Allora si era fatta avanti solo Ubi, che si era aggiudicata i pannelli pubblicitari su Piazza Vecchia. Per le opere future non ci sono candidati.