Sostiene Kerbaker che il prevedibile successo di Expo potrebbe, se non governato per tempo, paralizzare la città. In effetti la travolgente onda di persone ed energie positive che hanno invaso Milano con il Fuori Salone indica l' urgenza di alcune scelte indispensabili nel campo dell'accoglienza in previsione di Expo. Per favorire l'estensione delle aree di interesse della città per i visitatori di Expo o per aziende o enti che vogliono raccontarsi fuori dal perimetro espositivo è invece indispensabile un patto tra il sistema Expo, Palazzo Marino e l'articolato e ricco mondo dell'associazionismo cittadino e dei municipi locali. La sfida da vincere nei 180 giorni di Expo è dar vita a Fuori Expo che sia capace di attrarre e far conoscere la città, possibilmente tutta la città, periferie comprese evitando la polarizzazione solo in alcune aree con le pesanti conseguenze di vivibilità segnalate da Kerbaker e giustamente fonte di preoccupazione per l'amministrazione comunale. Accanto ai monumenti e ai luoghi simbolo di Milano, quasi tutti nel centro cittadino, è opportuno promuovere punti urbani ricchi di storia e cultura o attraenti, sotto il profilo urbanistico, paesaggistico, artigianale e produttivo. Parte di questi piccoli e grandi tesori sono custoditi o collegati ad associazioni, comitati o gruppi di volontari che, se opportunamente coinvolti, possono trasformarsi in preziose pro-loco per accogliere potenziali visitatori. Si tratta di dar vita al turismo di quartiere, una nuova forma di fruizione del territorio urbano che trovi nelle associazioni di territorio gli agenti promotori e gli interlocutori dell'accoglienza. Prendiamo ad esempio il quadrante nord ovest della città, quello più contiguo all'area Expo e lì troviamo un insieme di punti di attrazione di grande interesse. Cominciamo da Quarto Oggiaro con la villa Scheibler di origini quattrocentesche e il suo bel parco. Sul posto da tempo sono attivi associazioni e comitati (alcuni ambienti della villa sono già oggi la casa delle associazioni) che potrebbero essere coinvolti nel progetto del turismo di quartiere. Poco distante ecco la Bovisa dove l'arrivo dell'Università sta cambiando il paesaggio e l'area si presenta interessante sotto il profilo urbanistico e attraente per la sua accessibilità. Spostandoci di pochi chilometri incontriamo la Certosa di Garegnano, splendido monastero del 1300, il luogo è inserito in un quartiere (la zona Certosa) dove da anni è attivo un comitato che ha fatto della vivibilità la propria bandiera e potrebbe collaborare a far conoscere ai visitatori questa meraviglia milanese. Proseguendo verso ovest troviamo il Bosco in città e il Parco delle Cave, due polmoni verdi ormai perfettamente inseriti nel tessuto urbano. Proseguendo s'incontra la Cascina Linterno, conosciuta come la casa del Petrarca, o il caratteristico centro storico di Baggio. Come si vede un piccolo itinerario ricco di luoghi che potrebbero essere occasione di scoperta per i visitatori di Expo e per i tanti milanesi che conoscono più le Maldive che le bellezze della loro città. Per questo credo che un patto tra associazioni e comitati per favorire l'accoglienza e promuovere il turismo di quartiere potrebbe diventare una occasione importante per ricevere i visitatori.