Al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e, per conoscenza, al Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini Signor Presidente, ancora una Soprintendenza sotto il fuoco degli speculatori. Stavolta è quella per i Beni architettonici e paesaggistici delle province di Brindisi, Lecce e Taranto che si oppone con motivazioni incontestabili alla realizzazione del nuovo porto turistico di Otranto, progettato dalla società Condotte d'Acqua, che dovrebbe anche gestire l'opera in concessione demaniale per cinquant'anni. Accanto a circa 500 posti barca medio grandi e per maxi yacht fino a 40 metri, sono previsti attracchi per navi da crociera, un lungomare; servizi nautici e residenze per i diportisti, autorimesse interrate e vari servizi. L'investimento complessivo ammonta a circa 50 milioni. Secondo i promotori, l'opera dovrebbe intercettare i flussi turistici, diventando uno scalo di sosta e di transito decisivo lungo le rotte adriatiche per Albania, Grecia e Turchia. Ma le conseguenze per il paesaggio e l'equilibrio ambientale sarebbero drammatiche. Il nuovo porto trasformerebbe irrimediabilmente la percezione e la vista da terra e dal mare, compromettendo il godimento del paesaggio. La fascia costiera sarebbe snaturata, come le visuali panoramiche da e verso il centro storico. Non solo di giorno, ma anche di sera e di notte, quando l'illuminazione della struttura portuale farebbe "scomparire" il centro storico di Otranto, i suoi monumenti, i bastioni, l'insenatura portuale storica. Le è noto, signor Presidente, che chi sottoscrive il presente appello ha apprezzato con soddisfazione l'impegno suo e dell'Amministrazione per il Piano Paesaggistico della Regione Puglia, il primo approvato in Italia, primo anche per i contenuti rigorosi con il quale è stato formato. Il porto turistico di Otranto è in contrasto con il Piano Paesaggistico, e ci appare incredibile che si possa perpetuare quel tradizionale e scandaloso metodo di governo consistente nell'accantonare con disinvoltura norme e regole di tutela per favorire interessi privati con esse incompatibili. Contiamo perciò sul suo autorevole intervento per scongiurare quest'opera dannosa per il paesaggio, e quindi per il benessere e il futuro di Otranto, della Puglia, del nostro Paese. Vezio De Lucia, Alberto Asor Rosa, Vittorio Emiliani, Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Anna Maria Bianchi, Pier Luigi Cervellati, Piero Guzzo, Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Tonino Perna, Paolo Baldeschi, Ornella De Zordo, Helen Ampt, Ilaria Agostini, Claudio Greppi, Tiziano Cardosi, Alberto Magnaghi, Sergio Morozzi, Gianni Mori, Nino Crescenti, Marisa Dalai, Rita Paris, Umberto D'Angelo, Paola Nicita, Lucinia Speciale, Elisabetta Simeoni, Sergio Vasarri, Sara Parca, Irene Berlingò, Giovanna Merola, Rosalia Varoli, Anna Maria Mandillo, Luisa Calimani, Giacinto Giglio, Emanuela Vesci, Ercole Guerra, Teresa Liguori, Gigliola Fioravanti, Roberto Scognamillo, Sergio Brenna, Stefano Boato, Stefano Fatarella, Sergio Brenna, Maria Paola Morittu.
Appello a Vendola per Otranto
Il porto turistico di Otranto, progettato dalla società Condotte d'Acqua, è stato oggetto di un appello della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. L'opera, che dovrebbe gestire l'opera in concessione demaniale per cinquant'anni, prevede la realizzazione di un lungomare, autorimesse interrate e vari servizi, con un investimento complessivo di circa 50 milioni. Tuttavia, le conseguenze per il paesaggio e l'equilibrio ambientale sarebbero drammatiche, compromettendo il godimento del paesaggio e la percezione della vista da terra e dal mare.
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