RESTITUIRE colore alla storia con la mostra "Colori nell'antica Paestum. Vita dei colori e colori della vita" che s'inaugura alle 11.30 e resta in esposizione fino al 30 novembre nel Museo archeologico nazionale di Paestum (via Magna Grecia 919, Capaccio-Paestum). Un percorso espositivo, promosso e sostenuto da Fila -Fabbrica Italiana Lapis e Affini - in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, dedicato all'arte antica che, attraverso artifici tecnologici, torna ad acquistare colore e dunque espressività e veridicità. Uno squarcio di storia, tra il sesto e il terzo secolo avanti Cristo, che si ripopola di volti e colori per modificare la comune percezione dell'antichità dominata erroneamente dal solo colore bianco. Tre i nuclei tematici attraverso cui si snoda la mostra, curata da Marina Cipriani e Paola Pacetti organizzata da Arte'm: "Restituzioni cromatiche" è la sezione che comprende dieci pezzi scultorei in terracotta, fedelmente ricostruiti in scala 1:1, grazie alle tecnologie dei laser scanner e delle stampanti 3D, e dipinti con cura per restituire i colori sui pezzi originali. Su tutti spicca un grande frammento di cornicione con due teste di leone proveniente dal più antico tempio di Poseidonia e una statua in trono di divinità, probabilmente Zeus. Rinnovata luce per la tomba del tuffatore e per quelle delle aristocrazie lucane nella sezione "Colori della vita" in cui vengono esposte lastre inedite di tombe lucane riemerse durante gli scavi archeologici più recenti. Ad arricchire l'esposizione, due filmati multimediali che pongono in rilievo il tema del simposio e quello del tuffo non mera performance sportiva, ma metafora sul passaggio fra la vita e la morte per la tomba del tuffatore, e le raffigurazioni delle oltre cento tombe lucane. "Prima delle matite" è infine il nucleo più colorato dell'esposizione. Uno spazio-mostra, un luogo di dialogo dove fare esperienza della cultura materiale dei colori prima delle matite, dei pennarelli e dei tubetti attraverso pigmenti antichi di origine minerale, animale e vegetale in ciotole di terracotta e utensili e tavole teorico-dimostrative realizzate ad hoc. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 8.45 alle 19.30, prezzo (con visita museo e parco archeologico) 10 euro intero, 5 ridotto. Prenotazioni al numero 081 239 5653.