Gli alberi di Roma, non molto amati (se non proprio perseguitati) stanno cercando di riconquistare l'affetto dei cittadini preparandosi a offrire ai passanti i profumi dei loro fiori. Tra qualche settimana i tigli di via Brofferio (i più belli di Roma) metteranno in campo i loro effluvi tranquillanti, e a via Veneto emergeranno dai fogliami coriacei e lustri le corolle regali delle magnolie. Qua e là le robinie esporranno i grappoli zuccherini e aromatici adorati dalle api in cerca di nettare dopo un'uggiosa invernata. I ligustri (non quelli giapponesi, che hanno già fruttificato per la gioia di capinere, verdoni e piccioni, ma quelli nostrani) tra poco saranno rivestiti di fiori profumatissimi. Ce n'è uno all'angolo tra via Garigliano e via Rubicone che merita una visita. Non ve lo perdete. A livello di arbusti e rampicanti, gli olezzi provengono adesso anche da luoghi inaspettati. Da giardinetti privati, terrazze e balconi, cortili e recinzioni, il passante nei giorni di festa in cui gli effluvi carboniosi del traffico sono meno invasivi viene gratificato di improvvise emozioni olfattive. Ad esempio le incredibili ventate di zagara provenienti dai tanti melangoli che fioriscono in città. Senza arrivare all'incanto del Giardino degli Aranci all'Aventino o alle vie Bissolati e XX Settembre, dove imperano gli aranci amari, tanti sono i luoghi dai quali i candidi fiori di agrumi inviano messaggi odorosi. Sulle recinzioni dei giardinetti e parchi i caprifogli (o madreselve) emanano, soprattutto di sera, gli aromi delle corolle tubolari, amate dalle falene che v'immergono la spiritromba per suggerne il nettare. E fuoriescono sulle strade anche i corimbi di gelsomini multiflora mentre lungo i marciapiedi biancheggiano le fioriture dolci e generose dei rincospermi. Ma tra i rampicanti che fioriscono adesso non si può dimenticare il glicine. Qualche esemplare è ora in fiore sul muro del Bioparco in via Aldrovandi, assieme a cascate dorate di roselline rampicanti. Il più bello tra essi però è lo storico glicine ultracentenario che riveste una facciata di Piazza Margana ed espone profumati racemi violacelesti. Tra gli alberelli più diffusi nei parchi e nei cortili, ecco i cinesi pittospori dall'aroma sensuale che nel Viale di Valle Giulia vicino al Museo Etrusco oramai hanno assunto le dimensioni di veri e propri piccoli alberi e i sambuchi, di cui un grande esemplare sul Lungotevere alle pendici dell'Aventino espone grandi ombrelle bianche e olezzanti. Sempre all'Aventino, stanno per esplodere i colori e i profumi dello storico Roseto Comunale di Valle Murcia, aperto al pubblico fino al 20 giugno, facendoci finalmente godere di aromi oramai scomparsi dai mazzi delle bancarelle dei fiorai, dopo i tanti passaggi in frigoriferi e container. Infine, per i veri appassionati di antichi profumi, le esili e delicate spighette bianco crema della reseda selvatica che spuntano sui ruderi del Foro Romano, regaleranno a chi resterà in città per Pasqua, fragranze oggi sconosciute, come quelle, un tempo famose e diffuse, della verbena e della malvarosa delle nostre nonne.
Alberi e giardini di Roma. Il ritorno dei profumi
Gli alberi di Roma stanno preparandosi a offrire ai passanti i profumi dei loro fiori. Tra i tigli di via Brofferio, le magnolie di via Veneto, le robinie e i ligustri, che emetteranno profumi aromatici. Gli olezzi provenienti da giardinetti privati e terrazze sono anche presenti. I melangoli inviano ventate di zagara, mentre i caprifogli emanano profumi di corolle tubolari. I gelsomini multiflora e i rincospermi fioriscono lungo i marciapiedi. Il glicine è in fiore sul muro del Bioparco e lo storico glicine ultracentenario di Piazza Margana espone profumati racemi violacelesti.
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