Dopo aver visitato la splendida mostra che Palazzo Reale dedica a Bernardino Luini e ai suoi figli, i lavori della bottega artistica più richiesta della Milano cinquecentesca vi saranno diventati così famigliari e graditi che vi verrà voglia di andarli a scoprire anche nelle chiese cittadine. Se poi l'aria di primavera vi porterà fuori Milano, troverete i Luini anche a Saronno, Chiaravalle, Pavia, Trezzo sull'Adda, Legnano, Cairate e su su verso nord fino a Como, Verbania, Lugano, Lecco e in provincia di Sondrio. Insomma, dai Luini non si scappa e non a caso per molti secoli la loro pittura ha rappresentato l'identità figurativa della Lombardia con il marchio di fabbrica di un classicismo semplice e intriso di dolcezza, che pur assorbendo lo sfumato leonardesco evitava le inquietudini e le ambiguità del genio da Vinci. Ecco perché questo linguaggio piacque molto al cardinale Federico Borromeo e raggiungerà il culmine del successo nell'Ottocento romantico trovando celebri estimatori in Stendhal, Balzac e Ruskin. Usciti dal Palazzo Reale, dunque, la prima tappa è già a due passi, in via Torino, nella chiesa di San Giorgio al Palazzo, così detta perché costruita vicino al palazzo imperiale dove Costantino, nel 313, firmò l'Editto di Tolleranza, ricordato dentro la chiesa da una lapide che fa venire i brividi. Sulla navata destra della basilica fondata nel 751, la cappella dedicata al Corpus Domini fu interamente dipinta da Bernardino nel 1516: al centro, sopra l'altare, c'è un magnifico e affollato Compianto sul Cristo morto accompagnato ai lati da altre due tavole con l'Ecce homo e il Cristo flagellato e sormontato da una lunetta con il Cristo schernito. Sulla volta a botte, invece, l'affresco della Crocifissione. Per ottenere l'effetto prospettico d'insieme cercato da Luini sullo stimolo della vicina chiesa di Santa Maria presso San Satiro (all'inizio della via) del Bramante, dovete osservare la cappella dall'intercolumnio antistante in modo che tutto l'impianto scenico si allinei visivamente. Così la meraviglia è compiuta. Se la cappella è certamente un gioiello, è però nella chiesa di San Maurizio, in corso Magenta, che la gloria dei Luini rifulge in tutto il suo splendore: qui la bottega ha affrescato quasi tutti i muri, da terra al soffitto, poiché l'edificio apparteneva a un ricco convento benedettino dove si monacavano le figlie dell'aristocrazia milanese. Molti lettori lo conosceranno già bene, ma la visita suscita sempre una rinnovata meraviglia. Altre chiese milanesi conservano tracce dei Luini, ma per ammirare un'impresa di valore simile alle due sopra citate bisogna spostarsi a Saronno, nel santuario della beata Vergine dei miracoli, la cui origine è legata al sogno di un infermo il quale, verso il 1460, vide l'apparizione della Madonna che gli annunciava la guarigione: una delizia di grazia, colori luminosi e armonia, insomma la quintessenza dell'arte rinascimentale. Da non perdere nemmeno gli spettacolari affreschi con le Storie della Passione di Cristo a Santa Maria degli angeli, a Lugano, «il più gran teatro del suo ingegno», come li definì frate Tommaso Mornatti, guardiano del convento tra il 1837 e il 1839. A Como, invece, nel Duomo si possono ammirare la Pala Trivulzio e l'Ancona di Sant'Abbondio; a Legnano il Polittico di San Magno nell'omonima chiesa e a Pavia non può mancare una tappa alla Certosa. Tutte le descrizioni delle opere delle trenta località lombarde, piemontesi e ticinesi dove hanno operato i Luini si possono trovare nel secondo volume del catalogo della mostra pubblicato da Officina Libraria e anche nell'ottimo sito www.mostraluini.it, dove ci sono anche le informazioni sui giorni e gli orari di apertura dei diversi siti.
Luini fuori dal museo. Dalle chiese milanesi di San Giorgio e San Maurizio, fino a Saronno e alla Svizzera
Il testo descrive le opere di Bernardino Luini e dei suoi figli, artisti della bottega più richiesta a Milano nel Cinquecento. Le loro opere sono state ammirate in molte chiese cittadine e in altre località della Lombardia, Piemonte e Ticino. La mostra del Palazzo Reale di Milano è dedicata a Bernardino Luini e ai suoi figli. La visita alla mostra è seguita da una visita alla chiesa di San Giorgio al Palazzo, dove si trova una cappella dipinta da Bernardino Luini nel 1516. La chiesa di San Maurizio, in corso Magenta, conserva quasi tutti i muri affrescati dalla bottega dei Luini.
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