Né proibizionismo, né permissivismo. Palazzo Marino cerca la terza via per la lotta ai graffiti. Il progetto che ha in testa l'assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza potrebbe intitolarsi «Muri Liberi». Ed è proprio questa l'intenzione dell'amministrazione: dichiarare alcuni muri pubblici «liberi». Liberi per disegnarci sopra e «graffitarci» In compenso, aumentare multe e sanzioni per i writer che continuano a utilizzare i muri dei privati. L'assessore ha già in mente una serie di facciate da dichiarare «libere»: dai cavalcavia pedonali, ai ponti ferroviari di viale Monza, via Padova e Lambrate. C'è anche un'altra prerogativa che resta nelle mani del Comune. Sui «muri liberi» potrà disegnare chi vuole, senza indicazioni da parte dell'amministrazione, e senza che un ghisa arrivi con il libretto delle multe in mano, ma se il graffito dovesse risultare offensivo o discriminatorio, il Comune provvederà alla sua cancellazione. «Abbiamo visto che né il proibizionismo , né il permissivismo hanno funzionato attacca l'assessore Carmela Rozza C'è bisogno di rispetto reciproco. Da un lato i graffitari non devono disegnare sulle facciate di chi non vuole il suo edificio ricoperto di tag. Dall'altra i graffitari potranno usufruire di spazi pubblici». Da parte sua il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici chiede di poter provvedere alla ripulitura dei muri utilizzando una normativa in vigore: quella che consente ai condomini persone fisiche di usufruire, per le opere di ordinaria manutenzione riguardante le parti comuni della detrazione del 50 dal reddito dei singoli condomini.