Gabriele D'Annunzio nel romanzo Il Fuoco racconta di quando Foscarina entrò nel labirinto col suo amante Stelio e, in preda alla paura e allo sgomento, si smarrì. Era il labirinto di siepi di bosso del parco che circonda Villa Pisani a Stra, undici ettari di verde che incantano per le scenografiche viste e le originali architetture, giardino della maestosa residenza situata sulle sponde del fiume Brenta, a circa 20 chilometri da Venezia, eretta a partire dal 1721 dagli architetti Francesco Maria Preti e Girolamo Frigimelica Roberti su commissione dell'omonima nobile famiglia veneziana, e frequentata dall'intero Gotha dell'aristocrazia europea.La Villa ha accolto nelle sue 114 stanze dogi, re, imperatori, artisti e letterati, affascinati da questa dimora dei fasti che annovera importanti arredi e opere d'arte del '700-'800, tra cui il capolavoro di Gianbattista Tiepolo Gloria della famiglia Pisani, affrescato sul soffitto della sala da ballo, e le creazioni di Giovanni Battista Crosato, Giuseppe Zais, Jacopo Guarana, Carlo Bevilaqua, Francesco Simonini, Jacopo Amigoni, Andrea Urbani. Di qui sono passati da Napoleone (forse con Josephine Beauharnais) all'imperatrice d'Austria Marianna Carolina, dal re di Spagna Carlo IV allo Zar di Russia Alessandro I, da re di Napoli Ferdinando II a Charles di Brosses, probabilmente Casanova e certamente Pasolini, che la scelse come location per alcune scene del film Porcile. Ricca di storia e di storie, Villa Pisani - che nel 1934 ha pure ospitato il primo incontro ufficiale tra Mussolini e Hitler - dal 1866, anno dell'annessione del Veneto al Regno d'Italia, è proprietà dello Stato (museo dal 1884). Il progetto di valorizzazione della dimora storica è stato avviato una quindicina di anni fa e, una volta restaurato il complesso, è cominciato uno studio finalizzato alla creazione di un'offerta culturale attraente per il pubblico. Per le esposizioni temporanee si è puntato ad un filone da seguire e sviluppare, individuato - a partire dal 2009 con la mostra dedicata a Emma Ciardi - nell'esplorazione della pittura e fotografia otto-novecentesca veneta, un percorso col coinvolgimento di artisti che avessero un legame preciso col territorio. «In continuità con la rassegna dell'anno scorso dedicata a Tomaso Filippi - spiega Giuseppe Rallo, direttore di Villa Pisani - questa mostra su Ongania offre suggestioni forti della Venezia fin de siècle proponendo spunti interessanti per una riflessione sulla Venezia di oggi». La macchina organizzativa che sta dietro all'esposizione ha il nome di Munus, concessionaria della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso fino al 2016 per la gestione dei servizi museali: «Un nuovo traguardo - afferma Lorenzo Soave responsabile mostre e gestioni museali Munus - . Villa Pisani è l'esempio che un virtuoso rapporto tra pubblico (Soprintendenza e Direzione del Museo) e privato (Munus) può contribuire in modo determinante alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale». Sono stati circa 100mila i visitatori della fascinosa dimora l'anno scorso: «È uno dei migliori esempi di villa veneta - sottolinea la Soprintendente Antonella Ranaldi -, fiore all'occhiello della Riviera del Brenta che attrae i turisti. Molto importanti le attività per le scuole, con visite guidate e letture». Tra le prossime iniziative, in programma una pubblicazione sulle figure femminili legate alla residenza - da Marina Sagredo ad Amalia di Baviera, da Marianna Carolina a Rosa Vercellana contessa di Mirafiori, moglie morganatica del re d'Italia Vittorio Emanuele II - che sarà pronta a fine anno e nel 2015 una nuova mostra, questa volta dedicata ai tre Ciardi.