I cittadini contro la soprintendenza LECCE E ora scendono in campo i cittadini con una raccolta di firme e una petizione on line a sostegno del progetto per il megaporto turistico di Otranto bocciato da Soprintendenza e Arpa Puglia. Un'opera da 50 milioni di euro e quasi 500 posti barca, in parte riservati ai maxi yacht per intercettare il turismo crocieristico, su cui il Comune puntava deciso per il rilancio dell'economia idruntina. Una grande struttura «inopinatamente stoppata», secondo il sindaco Luciano Cariddi, in nome della salvaguardia dei luoghi, malgrado dai piani originari siano stati stralciati cospicui volumi per rendere l'intervento meno invasivo di quanto inizialmente previsto. Non è bastato. Con articolate motivazioni la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici e la Soprintendenza per i Beni archeologici, hanno negato il via libera in previsione della Conferenza di servizi prevista per il 4 aprile scorso, ma che Cariddi ha chiesto di riconvocare in data da destinarsi nella speranza che, nel frattempo, anche attraverso l'intervento diretto del Ministero dei beni e delle attività culturali (Mibac), si possano creare i presupposti affinché la Soprintendenza modifichi il suo orientamento. Nell'ambito della procedura di Valutazione di impatto e di incidenza ambientale, la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia ha espresso parere contrario alle opere portuali basandosi sulle indagini svolte sul campo da cui, tra l'altro, emerge l'esistenza di manufatti d'epoca normanna datati con la tecnica del radiocarbonio dall'Università. La raccolta firme si svolgerà oggi, dalle 3 di pomeriggio alle 8 di sera, in via Vittorio Emanuele. Cariddi, alcuni giorni fa, è volato a Roma per un colloquio a quattrocchi con il capo di gabinetto del Mibac, Giampaolo D'Andrea, da cui ora si aspetta buone nuove. Il sindaco spiega: «È significativo che questo impulso verso la costruzione di un'opera su cui la nostra comunità intende investire per il suo sviluppo economico parta direttamente dai cittadini. Ciò non può che far piacere a tutti gli amministratori che in questi anni si sono impegnati in questa iniziativa. Il porto lo vogliono tutti: imprenditori, privati cittadini, associazioni. Non si sente una sola voce contraria». Cariddi, nei giorni scorsi, si è scagliato in modo pesante contro la Soprintendenza, rammentando le critiche che verso quest'ultima mosse a suo tempo, e in più occasioni, Matteo Renzi nelle sue vesti di sindaco di Firenze, e proprio a lui, divenuto presidente del Consiglio dei ministri, oggi si appella per ottenere una sponda autorevole nella battaglia per il porto turistico.