Sui tir per 3 mila chilometri, i dubbi della Commissarìa «Handle with care», maneggiare con cura. Su ciascun imballo, casse multistrato di legno climatizzato, la scritta era chiarissima e l'attenzione degli addetti che, ieri mattina alle 7, le hanno caricate sul tir posteggiato davanti alla Gamec, era massima. Lionello d'Este è con altre 57 opere della Carrara «on the road», partite per il museo Puskin dove resteranno esposte dal 28 aprile al 27 luglio, con un prestito che arricchirà la rassegna dedicata al Rinascimento Italiano. Da Bergamo a Mosca con furore. Non tanto quello artistico, quanto piuttosto quello manifestato dalla Commissarìa della Carrara, che proprio mentre il tir, un mezzo super attrezzato da una multinazionale che opera in questo campo, imboccava il casello dell'autostrada, ha dato la stura alle perplessità sul transfer del prezioso carico. Un bel pezzo della storia artistica d'Italia, infatti, viaggerà su gomma per una settimana, tre mila km attraverso l'Europa, con tutte le incognite che un viaggio presenta. Lo è un qualsiasi viaggio, figuriamoci quando a spasso ci sono Pisanello, Bellini e Carpaccio. Per qualcuno roba da non dormirci la notte. «Abbiamo fatto presente spiega l'avvocato Ignazio Bonomi Deleuse, membro della Commissarìa anche attraverso uno scritto dell'ex ministro Giulio Terzi di Sant'Agata indirizzato alla Cobe, le nostre preoccupazioni sulla modalità di trasporto e sul fatto che tutte le opere viaggiassero con un unico carico. Al sindaco Tentorio, abbiamo chiesto che fossero valutate attentamente tutte le componenti logistiche e di sicurezza connesse a questo trasporto eccezionale. Sappiamo che il tragitto risalirà verso il Nord Europa, evitando le zone calde dell'Ucraina, e che sono state assunte tutte le misure del caso, compreso il placet della Soprintendenza e del Ministero. Noi abbiamo inteso solo mettere l'accento sui possibili rischi». Invita all'ottimismo e al realismo anche Giorgio Pandini membro del cda della Carrara: «Il comitato esecutivo della Carrara era perfettamente a conoscenza della logistica di questo viaggio e delle sue modalità di attuazione. Non c'erano alternative praticabili, per una serie di motivi tra cui aerei non perfettamente pressurizzati e successivi trasferimenti dall'aeroporto al museo che sarebbero stati compiuti con mezzi non idonei. Suvvia, non sono mica stati messi su tir con i teloni». La replica della Cobe non si è fatta attendere. «È un polemica inutile e sterile ha sottolineato, Gian Pietro Bonaldi, presidente dell'azienda comunale, incaricata di gestire in pratica l'operazione . La ditta incaricata del trasporto, il broker che ha assicurato le opere, ha tenuto conto di tutte le questioni. Il prestito ha ottenuto l'autorizzazione da parte del Ministero per i Beni Culturali. Ovviamente, data l'importanza del patrimonio, si tratta di decisioni che non si prendono mai a cuor leggero, ma, per quanto mi riguarda, sono certo che la soluzione scelta sia la più sicura ed efficace per tutelare e valorizzare il patrimonio della Carrara».
Bergamo, Accademia Carrara. Quadri in viaggio verso Mosca: Un trasferimento rischioso
La Commissarìa della Carrara ha iniziato il trasporto di 58 opere d'arte, tra cui quattro capolavori di Pisanello, Bellini e Carpaccio, su un tir per 3.000 km. I dubbi sulla modalità di trasporto sono stati sollevati dalla Cobe, che ha chiesto di valutare attentamente le componenti logistiche e di sicurezza. La Soprintendenza e il Ministero hanno dato il placet, ma la Cobe ha espresso preoccupazioni sul trasporto eccezionale. Il comitato esecutivo della Carrara ha affermato di aver considerato tutte le opere e le modalità di attuazione. La replica della Cobe non si è fatta attendere, ma Gian Pietro Bonaldi ha definito la polemica inutile e sterile.
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