Weekend di grandi numeri per l'arte a Milano. Ventimila persone hanno visitato i beni architettonici aperti dal Fai (Fondo per l'ambiente italiano), mentre cinquemila sono andate a Palazzo Reale nei primi due giorni d'apertura della mostra antologica su «Modigliani». I beni aperti dal Fai sono stati complessivamente visitati in Italia da 370 mila persone in 180 città. In dieci anni, dunque, l'iniziativa ha decuplicato le presenze: nel 1993, infatti, i 50 beni aperti erano stati visitati da 30 mila persone. A Milano, in particolare, dopo le 3.500 presenze a Brera di sabato, in 4 mila hanno visitato nei due giorni il Padiglione Reale della stazione Centrale e circa 3 mila ieri si sono recati in quello straordinario museo d'arte all'aperto che è il Cimitero Monumentale. Dopo il week-end d'apertura, questa sarà invece la prima settimana «a regime» (con le prime visite scolastiche) per l'esposizione su «Modigliani». «Con questa mostra ha dichiarato all'inaugurazione il curatore, Marc Restelleni dimostreremo che Modigliani non è solo un emulo di altri artisti vissuto tra alcol e droga, ma un pittore eccezionale consapevole del proprio destino». Più perplesso su Modigliani è invece il critico Gillo Dorfles: «La mostra è eccezionale, ma non capisco se davvero Modigliani sia stato un grande artista: fa sempre le stesse figure, semplici e con braccia e altri particolari non ben disegnati». La mostra è divisa in quattro sezioni. La prima prende in esame il periodo 1906-1913, quando Modi arriva a Parigi e viene scoperto e sostenuto dal medico Paul Alexandre. La seconda riguarda il periodo 1914-1917, quando le opere dell'artista vengono acquistate dal mercante Paul Guillaume e nascono capolavori come il ritratto di «Beatrice Hastings», allora compagna di Modigliani. La terza parte è dedicata alla collezione della pittrice Jeanne Hébuterne, l'allora ventenne e bella artista amata dal livornese, che morirà suicida dopo la sua morte. Sono esposte, per la prima volta (e non c'erano a Parigi al Museo del Lussemburgo), 70 sue opere. La quarta sezione, infine, riguarda gli ultimi mesi della vita di Modi, che si spense il 24 gennaio del 1920 a 35 anni. E' il periodo dell'«artista maledetto» e dei grandi ritratti femminili. Per prenotare i biglietti telefonare ai numeri: 899.500.001 oppure 0392.823.403. Per le visite guidate c'è la società Aster: 02-201.480. E per altre informazioni, il sito: www amedeomodigliani.it.