"IL CINEMA America va tutelato". Giù le mani dalla sala disegnata dall'architetto Angelo Di Castro negli anni Cinquanta, dalla caratteristica pensilina, dall'insegna luminosa, da quella copertura apribile, che costituisce ormai un unicum a Roma. A chiederlo è il MiBact che con una lettera firmata dalla dirigente del servizio Architettura e Arti contemporanee, Maria Grazia Belisario, chiede alla Regione, al Comune e alle rispettive Soprintendenze di "valutare la necessità di intraprendere urgentemente ogni iniziativa per la tutela dell'edificio". Secondo il ministero guidato da Dario Franceschini, infatti, l'America, oggi occupato, "rappresenta un esempio di rilievo" del se- condo Novecento "sia per le caratteristiche progettuali, sia per l'insieme delle soluzioni distributive, di arredo e decorative degli interni». Dopo la presa di posizione del mondo dell'architettura, la lettera del governatore Nicola Zingaretti per la dichiarazione di interesse culturale della sala, seguito a ruota dall'assessore capitolino all'Urbanistica Giovanni Caudo, e il sostegno di decine di intellettuali da Elio Germano a Carlo Verdone, da Stefano Benni a Paolo Sorrentino arriva ora insomma anche il parere positivo del ministero. E la parola passa alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici che potrebbe così bloccare il progetto della proprietà, la Progetto Uno srl, che prevede la demolizione della sala e la costrue zione al suo posto di venti mini appartamenti con una galleria d'arte privata al piano terra. Per il vicepresindente della Regione Massimiliano Smeriglio il riconoscimento del Mi-Bact è intanto un "grande risultato ottenuto dai ragazzi che lo autogestiscono e dalla Regione Lazio" che ora "farà la propria parte per attuare le indicazioni del dicastero per quello che può diventare un esempio virtuoso di rigenerazione del patrimonio esistente». Gli studenti che dal novembre del 2012 occupano il Cinema, tra proiezioni di repertorio partite della Roma, libri di Wu ming e wi fi, festeggiano stasera con Marco Tullio Giordana la riapertura del cinema dopo un auto-restauro che ha restituito l'illuminazione alla sala ma restano "preoccupati per eventuali contromosse della proprietà". E aggiungono: "Poi dovremo capire come mandare avanti questa esperienza: l'America non può restare un bene culturale vuoto, deve continuare ad avere un ruolo socioculturale per Trastevere ed essere esempio per tutte le sale che stanno chiudendo".