L'INAUGURAZIONE DOPO sei anni di chiusura, e un lungo periodo di lento degrado, da oggi riapre il Mercato di Mezzo. I bolognesi potranno ritrovare lo storico "attraversamento" da via Pescherie Vecchie a via Clavature. Una volta ci si faceva strada tra banchi di frutta e verdura, di pesce e granaglie, oggi invece ci si muove in uno spazio di design, con nove "chioschi" di specialità e squisitezze. Da comprare o da mangiare sul posto, seduti ai tavolini. La carta d'identità del nuovo Mercato di Mezzo si legge nei numeri. Lo spazio sarà aperto dalle 8 alle 24 tutti i giorni, si articola su 740 metri quadri e tre livelli. Ci lavorano 60 addetti, distribuiti nei vari chioschi, nell'ordine (partendo da via Clavature): Coop Adriatica, il Forno Calzolari, Agribologna, Macelleria Zivieri, Pescheria del Pavaglione, Grandi salumifici italiani, Granarolo e Gino Fabbri. Al primo piano c'è la pizzeria di Eataly e nel seminterrato la birreria Baladin. Il costo dell'operazione è uno dei numeri più significativi: Coop Adriatica ha investito 5,6 milioni di euro, compreso l'acquisto della "pratica" dalla società che aveva avviato l'operazione. Ai 4 milioni preventivati, si sono aggiunti 1,6 milioni di "imprevisti": dal terremoto alla necessità di scavare e quindi di rispettare i dettami della Soprintendenza. L'immobile è di proprietà dell'Ausl, che percepirà un affitto di 166 mila euro all'anno, cifra cui in 12 anni andranno sottratti 800 mila euro. Coop ha infatti "anticipato" i soldi per i lavori e se li vedrà riconosciuti come "sconto" sull'affitto. La data di nascita è storica: il primo mercato qui è sorto nel 1877, in collegamento con l'attuale Ambasciatori. 20 sono invece secondo l'assessore Matteo Lepore gli anni da recuperare: «Da tanto Bologna non crede più in sé stessa, ora mi sembra ci sia una accelerazione».