La mostra a Palazzo Reale racconta l'intero percorso dell'artista, dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità. Un intero secolo di arte lombarda in esposizione tra tele, tavole, disegni, affreschi staccati, arazzi, sculture in legno e in marmo, codici miniati, volumi a stampa. Duecento opere provenienti soprattutto dalle raccolte milanesi, ma integrate da significativi prestiti europei e americani. Affrontare Bernardino Luini con tutto quello che gli ruota attorno. È questa l'idea che sta alla base della mostra appena inaugurata a Palazzo Reale a Milano, dove occupa il piano nobile e la sala delle Cariatidi. L'apertura è avvenuta durante la settimana del Design, e da ciò non poteva non essere contagiata. Infatti, l'allestimento è stato affidato a Piero Lissoni, raffinato progettista, in grado di dare un segno originale al dipanarsi dell'esposizione. La mostra dal titolo Bernardino Luini e i suoi figli, "mette insieme la storia di una famiglia come se fosse un grosso romanzo popolare", così ci ha spiegato Jacopo , che ha curato la mostra insieme a Giovanni Agosti. L'esposizione racconta l'intero percorso dell'artista, dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, guardando poi al lavoro dei suoi contemporanei (Bramantino, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Giovanni Francesco Caroto, Cesare da Sesto e molti altri), e dei figli di Luini e in particolare del più piccolo, Aurelio. Artista lombardo rinascimentale di prima generazione, Bernardino Luini avvierà i figli ne porteranno avanti la sua tradizione. "L'architetto Lissoni ci ha seguito in questa avventura e ha seguito passo passo questa idea di creare a stazioni e far percorrere la vicenda, attraverso varie fasi la vita di questo pittore", ci ha tenuto a sottolineare infine Jacopo Stoppa. Bernardino Luini è un pittore che nasce intorno al 1480 da una famiglia di ortolani che venivano dalla parte alta del lago maggiore, quella lombarda in un piccolo paese alle spalle di luino che si chiame Dumenza. Si trasferisce a Milano, dove la sua famiglia portava soprattutto le castagne che venivano dall'alto del lago. Ha una gioventù inquieta, sperimentale è affascinato dalle cose strane. "Capisce che proseguire su quella strada che a Milano era portata avanti dal Bramantino era qualcosa che gli impediva un successo popolare, lui cercava un'accessibilità delle immagini diversa", ci racconta il proffessore Giovanni Agosti, "successivamente mette a punto una formula estremamente suadente e felice per l'immagine sacra e in particolare per le madonne con il bambino che gli garantisce un enorme successo nella sua epoca e negli anni a venire". E' un artista che non si può definire leonardesco in senso stretto. Nonostante sia lombardo la sua formazione di apprendistato si compie in Veneto, tra Treviso e Verona. Incontrerà Leonardo da adulto, durante il suo secondo soggiorno milanese, per ciò il suo coinvolgimento è molto diverso da quello di altri allievi che si formano nella bottega del genio toscano. "Bernardino Luini dovrà fare i conti anche con Raffaello" sottolinea Agosti, "perché se il lavoro che affronta è quella dell'immagine sacra e in particolare, la composizione della Madre con il bambino, nessuno come Raffaello era in grado di creare delle Madonne di enorme successo ed il confronto era inevitabile". Morirà nel 1532, a 50 anni circa lasciando 4 figli di cui la mostra cerca di rintracciare la storia con tutto il peso delle seconde generazioni, i figli riproducono gli schemi del padre, il più piccolo proverà ad avventurarsi su una strada più moderna, drammatica che non avrà però il medesimo successo. Le opere in esposizione provenienti da collezioni italiani, musei europei e americani, sono lavori che per secoli hanno avuto una fortuna enorme sia dal punto di vista critico che emozionale. Si va dalla fase sperimentale in veneto alla realizzazione di vari cicli di affresco come Villa Pelucca fino ad arrivare alle grandi decorazioni di bottega, come la Casa degli Atellani che è stata ricostruita dentro la sala delle Cariatidi. Inoltre, il racconto cronologico è scandito anche da vari filmati che mostrano i cicli ad affreschi ovviamente inamovibili che non potevano essere portati in mostra, con l'aiuto dell'Università degli Studi di Milano, sono stati filmati i luoghi che conservano straordinari lavori come Saronno, Legnano o Santa Maria degli Angeli a Lugano per dare al visitatore lo sviluppo completo di tutta l'attività artistica di Bernardino Luini.