C'È UN Caravaggio alla Gam, nella mostra di Ettore Spalletti "Un giorno così bianco, così bianco". È il "Ragazzo morso dal ramarro", opera giovanile dipinta a Roma nel 1893-1894, proveniente dalla Fondazione Longhi di Firenze. «Intendo sgomberare il campo da equivoci, dato che qualcuno potrebbe chiedersi che ci azzecca un Caravaggio alla Gam ha esordito ieri mattina il direttore Danilo Eccher durante la conferenza stampa Si penserà al solito trucco per attirare più gente? A parte il fatto che è mio dovere fare arrivare il pubblico, non si tratta di questo. Imposto da cinque anni il lavoro del museo proprio sul dialogo tra antico e moderno, dalle collezioni alle mostre. Così nell'esposizione dedicata a Omar Galliani si trova per esempio un Fontanesi, con cui l'artista di oggi si confronta ». Il celebre dipinto del Merisi è arrivato tramite l'Associazione Metamorfosi presieduta da Pietro Folena, che già aveva portato sotto la Mole, attraverso la Casa del Buonarroti, il disegno di Michelangelo "Madonna con bambino", esposto nel 2011 a Palazzo Madama. Un'operazione questa del Caravaggio costata tra trasporto, sicurezza e assicurazione 50mila euro, che dovrebbero tornare, come ha auspicato la presidente Patrizia Asproni, nelle casse della Fondazione Torino Musei, e si spera anche in qualcosa di più, attraverso i ricavi dei biglietti. «Mi rifaccio al quesito iniziale, che cosa c'entra Caravaggio con la Gam? Ebbene, arriva dalla collezione privata di Roberto Longhi, il grande critico nata ad Alba che si è laureato a Torino nel 1911 proprio con una tesi su Caravaggio e ammirava profondamente questo museo», ha continuato la direttrice della Fondazione Roberto Longhi, Maria Cristina Bandera. Dopo la presentazione Folena ha annunciato una prossima collaborazione di Metamorfosi anche con la Biblioteca Reale, in vista dei prossimi nuovi spazi dedicati a Leonardo la visita nell'Exhibion Area al primo piano. Dove il dipinto è esposto in una saletta avvolta nella penombra, attigua alla mostra di Spalletti: dopo la vista di quelle opere di oggi, delle forme che emanano una luce chiara, si entra in una sorta di piccola cappella, in cui il "Ragazzo" spaventato dal morso del piccolo rettile è illuminato con discrezione, come richiede una simile opera, e protetto da un vetro antiproiettile e anti sfondamento. Un contrasto tra due linguaggi fin troppo opposti, tra quelle che Eccher ha definito «due grammatiche diverse, un impaginato attuale per le opere di Spalletti, un linguaggio più aulico per il dipinto di Caravaggio ». GGam,, vvia Mageenntta 3311,, marrtteeddì-- ddomee-- nnicca 1100--1188,, ffinno all 1155 giuugnno Eccher: "Attira più gente ed è un bene, ma soprattutto dialoga con le opere contemporanee di Spalletti" Di culto Il "Ragazzo morso dal ramarro" esposto alla Gam A sinistra, il direttore Eccher