Il primo pensiero è stato per lui. Per Umberto Bile, ex curatore del sito, scomparso improvvisamente la scorsa estate. Sulla scia del suo lavoro, il complesso monumentale dei Girolamini prosegue il percorso di rilancio, ora continuato dall'attuale successore, Sergio Liguori. Fabrizio Vona, soprintendente al Polo museale e alla Reggia di Caserta, ha presentato davanti ad un'affollata navata della chiesa barocca di via Tribunali, il restauro di una tela seicentesca che rappresenta Sant'Orsola, dipinta da Giovan Vincenzo Forli. I lavori, curarti dalle esperte Giulia Zorzetti e Miranda Giovarelli, sono stati realizzati grazie al contributo dell'agriturismo "La Tore" di Sant'Agata sui due golfi e promossi dall'associazione "Young Restart", impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico della città e in iniziative di crowdfunding per il restauro di alcuni monumenti. Per l'occasione, il pubblico ha potuto assistere anche alla presentazione della nuova guida cartacea dei Girolamini, edita e finanziata dall'editore Elio De Rosa e, soprattutto, alla riapertura del bellissimo chiostro degli aranci, meraviglia architettonica seicentesca, progettata dagli architetti Dionisio di Bartolomeo Nencioni e Dionisio Lazzari. La delegazione di Napoli di Confagricoltura, diretta da Franco Fiore, ha deciso, d'intesa con la Soprintendenza, di "adottare" lo storico agrumeto claustrale, apportando interventi di potatura e di cura periodica delle piante, ripristinando le stesse coltivazioni praticate in passato dai monaci dei Girolamini. "Ecco un esempio virtuoso di fare cultura - ha spiegato il soprintendente Vona - dove il rilancio di un importante monumento viene sostenuto dagli organi istituzionali e da alcuni privati illuminati. Sia il restauro del Forli, che per la pubblicazione della nuova guida e la rinascita dell'antico aranceto non si è ricorso a nessun finanziamento dello Stato".