ERA il 1881 quando Emilio Treves, l'editore di D'Annunzio, della Deledda, di Pirandello, di De Amicis, pubblicò I Malavoglia diGiovanniVerga (1840-1922), la cui travagliata elaborazione si era protratta per diversi anni. L'uscita del romanzo fu un insuccesso, tanto che lo scrittore siciliano confidò sconsolato all'amico Luigi Capuana, l'11 aprile, che « I Malavoglia hanno fatto fiasco, fiasco pieno e completo». Oltre un secolo dopo è sempre Milano a battezzare la pubblicazione dell'edizione critica di uno dei capolavori della letteratura italiana. Curata da Ferruccio Cecco ed edita dalla casa editrice novarese Interlinea, è presentata oggi in anteprima (alle 17) all'Università Cattolica. I-Ma-lavoglia viene riproposto in un testo definitivo a livello filologico e critico; condotto sulla base di tutto il materiale manoscritto esistente, si traduce in vera officina segreta del verismo e del suo maestro. Con la storia di Padron 'Ntoni, si inaugura la nuova serie dell'Edizione Nazionale delle Opere di Verga. La precedente, uscita tra il 1986 e il 2003, era stata stampata da Le Monnier sotto il magistero di Francesco Branciforti. Sono Gabriella Alfieri, presidente della Fondazione Verga di Catania, e Carla Riccardi, che ha curato i "Meridiani" verghiani per Mondadori, a portare avanti quest'impresa di rilevante spessore culturale. Spiega il professore Roberto Cicala, uno dei titolari di Interlinea: «Il progetto, che ha il sostegno della Fondazione Verga e il patrocinio del ministero per i Beni culturali, prevede l'uscita anche di Vagabon-daggio, nel 2014, e successivamente di Novelle rusticane, Eva, Il marito di Ele-na, Storia di una capinera, Eros, Pri-mavera, Una peccatrice, Teatro e pa-gine sparse. È in previsione poi un volume comprendente l'epistolario di Verga, in parte inedito, anche se in questo caso si dovrà fare i conti con i tempi della giustizia». Da svariato tempo, infatti, l'archivio dell'autore di Mastro Don Gesualdoè al centro diunaintricata querelleche sembralatrama di un racconto di Andrea Camilleri, o persino di una storia di Leonardo Sciascia. Basti dire che attualmente è in deposito presso il Fondo manoscritti dell'Università di Pavia, ma sotto sequestro giudiziario, dunque di difficile consultazione. I carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale lo hanno acquisito nel 2013, quando avrebbe potuto essere messo all'incanto da Christie's di Milano. La casa d'aste, tuttavia, avendo riscontrato delle circostanze poco chiare, aveva già rescisso il contratto con il venditore. Le carte di Verga in questione, che vanno da quelle inerenti i Malavoglia alromanzogiovanile Amore e Pa-tria, dalle lettere all'abbozzo di romanzi e novelle, potranno essere sbloccate soltanto nel momento in cui il tribunale stabilirà a chi assegnarle: se alla Regione Sicilia, che le rivendica, o ai mancati venditori, ossia gli eredi di Vito Perroni, uno studioso che le aveva avute in prestito negli anni Trenta, complici i buoni auspici del ministro Giuseppe Bottai, da uno dei nipoti dello scrittore. La svolta, per così dire, avvenne nel 1975. Fu allora che il tribunale di Catania impose ai Perroni di restituire i manoscritti ai discendenti di Verga, che, in seguito, li cedettero alla Regione Sicilia. Ma non erano tutti. Le carte ritrovate a Milano, in procinto di andare all'asta, sarebbero perciò quelle non restituite all'epoca. Da qui l'intervento dei carabinieri e il sequestro giudiziario. In attesa della conclusione della vicenda, occorre notare come per Verga, ancora una volta, Milano sia una città del destino.
Ecco i Malavoglia ricostruiti Ma l'archivio di Verga è ancora sotto sequestro
Il romanzo "I Malavoglia" di Giovanni Verga è stato pubblicato per la prima volta nel 1881 da Emilio Treves, ma fu un insuccesso. Cent'anni dopo, l'edizione critica del romanzo è stata pubblicata a Milano da Interlinea, curata da Ferruccio Cecco. La pubblicazione è parte di una serie dell'Edizione Nazionale delle Opere di Verga. Il progetto prevede anche la pubblicazione di altre opere di Verga, come "Vagabondaggio" e "Novelle rusticane". Tuttavia, l'archivio di Verga è stato sequestrato dai carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale a causa di una querelle legata a un racconto di Andrea Camilleri.
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