UN NUOVO mecenate dal Golfo Persico. Anche il Kuwait, come già l'Arabia Saudita, è pronto a scendere in campo per salvare il patrimonio archeologico capitolino. Ad annunciarlo è lo sceicco Ali Khaled Al-Sabah, da cinque mesi ambasciatore del Kuwait a Roma. Dopo l'impegno per Pompei, investirete anche a Roma? «Siamo pronti a farlo. Anche se più che di un investimento parlerei di una collaborazione culturale, nel 50 anniversario delle relazioni diplomatiche fra Italia e Kuwait». C'è un monumento in particolare di cui vorreste finanziare il restauro? «Stiamo valutando le diverse possibilità». Il sindaco Marino ha mostrato anche a lei il dossier con le otto «emergenze» romane? «Sì, ora è al vaglio del nostro governo che deciderà a quali progetti destinare il nostro contributo e l'importo della donazione». Come mai il Kuwait è interessato ad aiutare l'Italia "a fondo perduto" nella conservazione del suo patrimonio culturale? «Perché le vostre bellezze artistiche e archeologiche sono un patrimonio dell'intera umanità. Roma, in particolare, è un museo a cielo aperto, che ha rapito anche l'Emiro, durante la visita del 2010. Un tesoro che va preservato e valorizzato». I soldi per farlo, qui, spesso però mancano. Anche se la cultura potrebbe essere il nostro petrolio. «Avete comunque una fortuna: il petrolio si esaurisce, i beni culturali, invece, no». Nelle intese con altri Paesi, il Campidoglio ha promesso, in cambio dei fondi per i restauri, il prestito di alcune opere. Anche voi valutereste una proposta simile? «La collaborazione con l'Italia per lo scambio di opere d'arte non è nuova. Ma ci piacerebbe anche coinvolgere le vostre équipe di archeologi e restauratori negli interventi sui nostri siti, come già accade a Failaka, l'isola dove Alessandro Magno fondò l'antica colonia di Ikaros». Martedì ha incontrato il ministro della Cultura, Dario Franceschini. «Sì, per definire un programma di attività culturali per celebrare le relazioni fra i nostri due Paesi e per organizzare una visita a Pompei». Può anticiparci qualcosa? «A ottobre organizzeremo un'esposizione itinerante di arte e artigianato, "Made in Kuwait". E porteremo a Roma una selezione della preziosa collezione di arte islamica del Dar al-Athar al-Islamiyyah, che nel 2010 già esponemmo a Milano». Il progetto segue l'impegno per Pompei Otto le emergenze indicate da Marino
"Così il mio Kuwait potrà salvare i tesori archeologici della Città eterna"
Lo sceicco Ali Khaled Al-Sabah, ambasciatore del Kuwait a Roma, ha annunciato che il Kuwait è pronto a finanziare il restauro di monumenti romani, come parte di una collaborazione culturale con l'Italia. Il Kuwait ha già investito nel restauro di Pompei e ora valuta la possibilità di finanziare progetti a Roma. Il sindaco di Roma ha mostrato al governo del Kuwait un dossier con otto emergenze romane, che sarà valutato per destinare il contributo del Kuwait. Il Kuwait è interessato a finanziare la conservazione del patrimonio culturale italiano perché le bellezze artistiche e archeologiche sono un patrimonio dell'umanità. Il governo del Kuwait ha promesso di fornire fondi per i restauri in cambio del prestito di alcune opere d'arte.
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