«Antonio Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle». Il mondo della cultura si mobilita contro il progetto di intitolare a uno dei fondatori del Partito comunista italiano l'albergo di lusso che aprirà a Torino, in un antico palazzo del centro dove Gramsci abitò dal 1914 al 1922. Nello stabile visse anche Angelo Tasca. L'appello, promosso dai siti eddyburg e massimocomunemultiplo, è rivolto al sindaco Piero Fassino ed è sottoscritto, tra gli altri, da Piero Bevilacqua, Anna Maria Bianchi, Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Maria Pia Guermandi, Paolo Maddalena, Tomaso Montanari, Maria Paola Morittu, Giorgio Nebbia, Tonino Perna, Sandro Roggio, Edoardo Salzano, Chiara Sebastiani, Salvatore Settis, Nicola Tranfaglia, Marco Revelli e Guido Viale. Si chiede di impedire che il nome di Gramsci «scivoli dai discorsi orgogliosi del popolo della sinistra al chiacchiericcio sull'idromassaggio e il minibar di chi frequenta alberghi di lusso». Si conclude affermando che «Gramsci non è un'eredità di pochi, è ancora un compagno di strada di una moltitudine». ( massimo novelli)
TORINO. "Non intitolate a Gramsci quell'albergo di lusso a Torino"
Antonio Gramsci non può essere un hotel a cinque stelle. Il mondo della cultura si mobilita contro il progetto di intitolare a uno dei fondatori del Partito comunista italiano l'albergo di lusso che aprirà a Torino, in un antico palazzo del centro dove Gramsci abitò dal 1914 al 1922. Nello stabile visse anche Angelo Tasca. L'appello, promosso dai siti eddyburg e massimocomunemultiplo, è rivolto al sindaco Piero Fassino ed è sottoscritto, tra gli altri, da Piero Bevilacqua, Anna Maria Bianchi, Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Maria Pia Guermandi, Paolo Maddalena, Tomaso Montanari, Maria Paola Morittu, Giorgio Nebbia, Tonino Perna, Sandro Roggio, Edoardo Salzano, Chiara Sebastiani, Salvatore Settis, Nicola Tranfaglia, Marco Revelli e Guido Viale. Si chiede di impedire che il nome di Gramsci scivoli dai discorsi orgogliosi del popolo della sinistra al chiacchiericcio sull'idromassaggio e il minibar di chi frequenta alberghi di lusso. Si conclude affermando che Gramsci non è un'eredità di pochi, è ancora un compagno di strada di una moltitudine.
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