Una task force italo-polacca ha rinvenuto nuove tracce della città antica Palazzolo. Una Akrai che non si conosceva è venuta alla luce attraverso alcuni scavi effettuati nella parte occidentale dell'acropoli. Indagini archeologiche che sono stati effettuati nel contesto di una missione italo-polacca. A dirigere gli scavi è stato l'allora direttore del Parco ARCHEOLOGICO di Eloro, Lorenzo Guzzardi, oggi sovrintendente di Caltanissetta, insieme a Roksana Chowaniec docente dell'Università di Varsavia. I risultati delo studio sono stati presentanti ieri, nella Sala Verde del Palazzo municipale di Palazzolo. L'evento è stato organizzato dall'associazione SiciliAntica della sede di Noto in collaborazione con la sezione di Siracusa e ha visto protagonisti oltre al sindaco Carlo Scibetta, a Guzzardi e Chowaniec, anche la direttrice del "Museo dei viaggiatori in Sicilia" Francesca Gringeri Pantano, l'architetto Giuseppe Lo Porto, Marta Fitula e Concetta Caruso di SiciliAntica. Gli scavi hanno avuto una durata di tre anni e sono stati caratterizzati da ricerche non invasive con utilizzo di tecnologie moderne. «Tra i reperti rinvenuti - ha detto Roksana Chowaniec - alcune delle monete del I e II secolo d. C. che raffigurano gli imperatori romani Traiano e Diocleziano. Inoltre, è stata portata alla luce un'abitazione che conserva ancora intonaci con pitture e alcuni cocci dipinti. Si è trattato, quindi, si scavi di grande importanza. Da sempre si sa che le latomie dell'Intagliata dell'Intagliatella sono state utilizzate, nel corso dei secoli, come tombe. Abbiamo oggi scoperto che abitazioni tardo-romane si trovano nella zona di queste latomie e che sembrano confondersi in un caos storico-ARCHEOLOGICO che testimonia come vivo e rapido sia stato il ritmo di vita e il secolare passaggio della popolazione che abitò Akrai». Normalmente nella parte più alta della roccia delle latomie si hanno le testimonianza più antiche: i "quadretti votivi". Lungo le pareti delle cave vi sono tanti di questi incavi quadrangolari di svariate dimensioni che contenevano dei bassorilievi in calcare, in terracotta oppure tavolette di legno dipinto. Erano questi luoghi sacri dedicati al culto degli eroi, defunti eroicizzati che in tal modo venivano ricordati. I temi di quest'ultima ricerca, invece, hanno aggiunto delle novità che sono precedenti a quello dell'Akrai tardo-romana e anche problemi cognitivi dei sistemi di istruzione del patrimonio ARCHEOLOGICO. Inoltre hanno premesso la ricostruzione tridimensionale del teatro di Akrai, attraverso la raccolta di dati e misurazioni per una visione dall'alto e del sito ARCHEOLOGICO. A conclusione della presentazione degli scavi sono stati consegnati attestati della partecipazione nella campagna degli scavi "Akrai 2013" ai volontari che insieme ai studenti universitari polacchi della SiciliAntica. Poi, al Museo dei viaggiatori sono state mostrate le figure dei reperti rinvenuti. Paolo Mangiafico 06042014