LE ASSOCIAZIONI si mobilitano per salvare il giardino segreto: Salvare Palermo, Fai, Amici dei musei, Dimore storiche, Italia Nostra, Anisa, ma anche Mobilita Palermo e i Guerrilla Gardening, i giardinieri metropolitani che recuperano gli spazi verdi abbandonati, sono pronti a sostituirsi al Comune e a chiedere all'Inail (l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni) la gestione del giardino, murato e abbandonato, tra Villa Sofia, viale del Fante e piazza Giovanni Paolo II. Dopo che "Repubblica" domenica ha raccontato la storia di parco Mazzarino, il parco storico realizzato dai Whitaker nell'Ottocento pieno di verde rigoglioso ma inaccessibile perché separato dal resto della città da un alto muro, le associazione hanno deciso di scendere in campo: «Abbiamo pensato che potremmo formare un piccolo comitato di associazioni aperto a tutti i cittadini di buona volontà e chiedere all'ente di concederci lo spazio in comodato d'uso», dice Rosanna Pirajno, architetto e animatrice di Salvare Palermo che insieme con le altre sigle che aderiscono al Forum delle associazioni già da mesi aveva chiesto al Comune di restituire alla città il giardino storico negato. Un parco con piante vincolate dai Beni culturali che nel piano regolatore è classificato come verde pubblico e del quale la gran parte della città sconosce persino l'esistenza. Ma l'amministrazione comunale attraverso l'assessore al Verde Giuseppe Barbera ha passato la palla all'Inail, proprietario: «Noi potremmo eventualmente collaborare, ma è l'ente che deve attivarsi ». La direttrice dell'Inail di Palermo Daniela Petrucci chiarisce che per l'ente è impossibile recuperare il parco: «Non è nella nostra mission dice per noi si tratta di un bene a reddito, dal quale insomma dovremmo ricavare qualcosa. Un bene molto difficile da gestire per via dei vincoli, c'è quello monumentale e quello paesaggistico, che rendono difficile qualsiasi intervento». L'Inail si dice pronto a dialogare con chiunque voglia farsi avanti per ottenere il bene in locazione o comodato d'uso: «Amiamo tutti il verde dice la Pertrucci di certo non vogliamo guadagnarci, solo garantire un minimo reddito che ci metta al riparo dall'accusa di danno erariale». Le associazioni invitano i cittadini ad aderire al comitato. «Un bene della città non può essere murato, io non sapevo nemmeno che questo parco esistesse », dice Antony Passalacqua di Mobilita Palermo. «Noi ci siamo fa eco la "guerrigliera del verde" Antonella Tomasino dovrebbe essere il Comune a farsi avanti, ma se non lo farà lo faremo noi». Considerato che il giardino è destinato a verde pubblico la consigliera comunale del Mov 139 Nadia Spallitta propone invece la strada dell'esproprio: «Il sindaco ha detto che a luglio porterà in aula la revisione del piano regolatore necessaria perché i vincoli apposti in passato sono scaduti dice la Spallitta è quella l'occasione per confermare la destinazione a verde pubblico del parco e procedere con l'esproprio. Adesso, con i vincoli scaduti, pagheremmo un'indennità di esproprio maggiorata. Ma è chiaro che deve essere il Comune a prendersi la responsabilità di restituire lo spazio alla città». Intanto le associazioni si sono mobilitate. Ma non solo. La scuola di danza Stage centro danza di via Laurana sta pensando di organizzare una performance davanti al giardino segreto: «Abbiamo in mente un progetto sul quale stiamo ragionando con una nostra bravissima ex allieva », dice Caterina Girgenti direttrice della scuola che questo fine settimana porterà ai Cantieri culturali della Zisa la Royal Ballet school di Londra. IL PARCO Il parco storico Mazzarino realizzato dai Whitaker è nascosto da un muro tra i palazzi di piazza Giovanni Paolo II e lo stadio comunale "Renzo Barbera"