In commissione Ambiente ascoltati i rappresentanti di Enti locali, associazioni sindacali, imprenditoriali, ambientali e ordini professionali. Apprezzamento generale per l'impostazione del documento che riforma l'idea di tutela della Toscana Firenze Un provvedimento importante, che potrà riformare l'idea di tutela del territorio toscano e rappresentare la svolta culturale ed economica se applicato integralmente. Questo il giudizio generale emerso a seguito delle consultazioni, avviate in commissione Ambiente presieduta da Gianfranco Venturi, sull'adozione dell'integrazione al Pit (Piano di indirizzo territoriale) con valenza di Piano paesaggistico. Dopo gli approfondimenti dei livelli che compongono il Piano (regionale e d'ambito) svolti nelle settimane passate, si è passati alla fase dell'ascolto di tutti i soggetti interessati le cui proposte, valutazioni e osservazioni saranno prese in esame dalla stessa commissione. Il generale apprezzamento alla piattaforma per l'innovazione, la qualità e la conservazione del panorama Toscana è emerso chiaramente da tutti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della lunga seduta di oggi, giovedì 10 aprile, cui ha partecipato anche l'assessore all'Urbanistica Anna Marson. In particolare per Anci (Associazione nazionale comuni italiani), Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) il Piano introduce l'idea della qualità del paesaggio. Da qui la necessità di mantenere il ruolo attivo delle comunità, andare avanti con un progetto condiviso per continuare sul livello, parallelo, di conservazione e tutela, innovazione e sviluppo. Per il presidente del Parco Alpi Apuane Alberto Putamorsi, è fondamentale trovare il giusto equilibrio. Il Piano prevede infatti la dismissione di circa l'80 per cento delle cave con la conseguente perdita di 1500 posti di lavoro. Esponenti dell'Ente Parco Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli hanno invece segnalato la difficoltà a comprendere le ragioni tecniche e strategiche della sovraordinazione del Piano paesaggistico su quello del Parco. Dalle diverse associazioni ambientaliste e sportive intervenute (Legambiente, Amici della Terra, Italia Nostra, Salviamo le Apuane, Amici Alpi Apuane e Club alpino italiano), è arrivata la condivisione all'impianto del Piano che si augurano venga applicato nella sua interezza. Il riferimento era alla questione dell'attività estrattiva, e quindi al nodo cave, su cui in molti hanno avanzato criticità anche in merito alla necessità di una regolamentazione più chiara ed efficace. Il nodo cave, in particolare nella zona apuana e in maniera evidentemente opposta, è stato al centro degli interventi di associazioni economiche come Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Cna Toscana (Confederazione nazionale artigianato) e Confindustria toscana. In particolare quest'ultima ha avanzato formale richiesta per un'audizione specifica sull'impatto che il Piano potrebbe avere e per un approfondimento di carattere statistico ed economico da parte di Irpet (Istituto regionale programmazione economica). Da parte di Cgil Toscana, e sempre in tema di cave, è arrivato l'auspicio che il Piano si proietti nel segno di una valorizzazione del territorio e di tutta la filiera del settore marmo, per coniugare tutela e occupazione. Il nodo del commercio è stato invece affrontato da Confcommercio e Confesercenti Toscana. A detta dei rappresentanti, infatti, non sembra ci sia stato un approfondito dialogo con il settore urbanistico, tanto che la materia appare in qualche modo non organicamente compresa nel Piano. Alla seduta hanno partecipato anche rappresentanti dell'Ordine degli architetti della Toscana, Coldiretti, Federazione agronomi e forestali. Federica Cioni