L'edificazione del tempio risale alla metà del VI secolo, tra il 535 e il 550, venne effettuata in quattro fasi e arricchita da nartece e mosaici Era probabilmente una chiesa parrocchiale ma anche cimiteriale la basilica di contrada Pirrera, poco distante da Kaucana e Santa Croce. La presenza di un battistero non lascerebbe dubbi al riguardo. E ciò è un primo elemento di fondamentale importanza di un complesso ARCHEOLOGICO che in realtà è ricco di affascinanti sorprese. Ne è convinto l'archeologo e direttore del Museo ARCHEOLOGICO di Kamarina Giovanni Distefano che ne ha parlato nel corso di una visita guidata effettuata alle basiliche paleocristiane della "Pirrera" e di Kaucana, la prima di un breve ciclo, dopo la conclusione del corso di introduzione all'archeologica cristiana organizzato e promosso in collaborazione tra la Diocesi di Ragusa, lo stesso Museo Regionale di Kamarina e Archeoclub Ragusa con docenti d'eccezione mons. Salvatore Burrafato (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana), Giuseppe Roma (Università della Calabria, ordinario di Archeologia Cristiana), Vittorio Rizzone (Facoltà Teologica di Sicilia, docente di Archeologia Cristiana e Lingue Classiche), lo stesso Giovanni Distefano (Università della Calabria, docente di Archeologia e Storia dell'Arte Tardoantica). La chiesa, rinvenuta per la prima volta da Gino Vinicio Gentili nel 1961, è tornata ad essere studiata da Distefano che, di recente, ha diretto una nuova campagna di scavi. L'edificazione della chiesa risale alla metà del VI secolo, tra il 535 e il 550, la datazione è sicura grazie ad alcune ceramiche. Distefano ha individuato quattro fasi costruttive del tempio, ab initio a tre navate, poi corredato di un nartece, perfino di un battistero e di "ambienti" attigui. I mosaici che decoravano l'interno della chiesa, più precisamente l'area dell'abside, sono databili alla fine del VI secolo, pertanto nella seconda fase costruttiva dell'edificio quando comparve il nartece, e si trovano conservati al museo ARCHEOLOGICO di Ragusa. L'importanza della chiesa è parsa evidente nel corso della scavi condotti da Distefano nel 2010, quando addossati al tempio sono venuti alla luce altri ambienti e un piccolo ma importantissimo battistero. Proprio la presenza di quest'ultimo ha indotto l'archeologo ad ipotizzare con fondamento che si tratti di una chiesa parrocchiale e forse di residenza vescovile. "Ciò non vuol dire che esistesse una piccola diocesi - ha precisato Distefano -, ma solo che in questa chiesa un presbitero, probabilmente ad un certo punto residente, era autorizzato dal vescovo di Siracusa a battezzare. La chiesa, e in ciò è la sua importanza, non è isolata, bensì si trova al centro di piccoli villaggi rurali. E' orientata sull'asse est-ovest, tipico della tradizione nord-africana. L'abside è circolare, racchiuso da un rettangolo. Secondo i canoni delle chiese orientali, al centro del bema vi era l'altare e l'abside era diviso dalla navata centrale da un cancello in legno. Accanto all'abside, vi era una sacrestia, poi ancora alle spalle del primo è stato aggiunto un ambiente, provvisto non solo di un accesso interno, ma altresì di uno esterno col pavimento rialzato di circa cinquanta centimetri. Il centro di questo ambiente risulta scavato. Questo incavo era in realtà una vasca battesimale e all'angolo di questo battistero è stato murato il primo altare della chiesa, un altare-reliquiario. Sul lato opposto vi era una dispensa, forse parte di una più antica masseria, davanti alla chiesa vi è una necropoli". 08042014
SICILIA - A Pirrera i resti di un battistero Qui un tempo c'era una chiesa
La basilica di contrada Pirrera, a Kamarina, è stata costruita tra il 535 e il 550 d.C. e ha subito quattro fasi di costruzione. La chiesa era probabilmente una chiesa parrocchiale e cimiteriale, con un battistero e ambienti attigui. L'archeologo Giovanni Distefano ha condotto scavi nel 2010 e ha scoperto un piccolo battistero e altri ambienti. La presenza del battistero ha portato a ipotizzare che la chiesa fosse una chiesa parrocchiale e forse di residenza vescovile. La chiesa è orientata sull'asse est-ovest e ha un abside circolare con un rettangolo.
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