19Stamattina, poco prima dell'alba, il primo troncone della Stele di Axum tornerà a casa, in Etiopia, dopo 68 anni. In realtà il momento sarebbe dovuto arrivare la scorsa settimana ma, a causa di un contenzioso giudiziario tra il governo ucraino - proprietario dell'aereo scelto per il trasporto - e una società cipriota, si è reso necessario un ulteriore rinvio. La situazione si è sbloccata solo grazie all'intervento di un ebreo originario della Libia, Walter Arbib, titolare a sua volta di una società aerea canadese specializzata in trasporti in aree di crisi per conto di organizzazioni umanitarie. Venuto a conoscenza delle difficoltà per il trasporto della Stele - già due aerei erano stati sequestrati in Canada e in Belgio, a causa dello stesso contenzioso - Arbib è intervenuto presso la società cipriota ed è riuscito a ottenere il nulla osta per far arrivare all'aeroporto militare di Pratica di Mare l'Antonov 124 sul quale ieri sera è stato caricato il blocco di basalto del peso di 60 tonnellate. «Avevo saputo dello stupendo gesto riparatore della restituzione della stele fatto dall'Italia - ha raccontato Arbib -. Andava fatto qualcosa. Per me, ebreo, questo è un esempio che i Paesi che hanno sottratto beni agli ebrei durante la guerra devono seguire. Ed inoltre volevo ringraziare l'Italia per quello che ha fatto per noi ebrei tripolini». L'atterraggio sulla pista di Axum, che nel frattempo è stata allungata a 2.400 metri avverrà alle 4 di stamattina, quando le bassa temperature consentiranno il migliore funzionamento dei motori e dell'impianto frenante dell'enorme aereo di fabbricazione russa. Le operazioni di carico sono state effettuate ieri pomeriggio dai tecnici della società Lattanzi, specializzata nel restauro e nel trasferimento di opere artistiche, che da un anno lavora proprio per questo speciale trasloco. Alle operazioni ha preso parte la Sky link Aviation, la società aerea di Arbib. Sull'Antonov 124 sono state caricate anche apparecchiature speciali della società Lattanzi, capaci di tenere sotto controllo lo stato dell'obelisco anche in caso di perturbazioni atmo-sferiche. A bordo sono saliti, oltre ai tecnici e all'equipaggio, anche Sandro Bedini della Direzione generale per l'Archeologia del ministero dei Beni culturali, Susanna Gara del ministero delle Infrastrutture, Giorgio Croci consulente per la progettazione delle infrastrutture e due tecnici dell'Istituto sperimentale di cinematografia. Ad attendere l'arrivo della Stele ad Axum, su un altopiano a duemila metri di altitudine, ci saranno l'ambasciatore italiano in Etiopia Guido La Tella e Simone Lattanzi, contitolare della società che si occupa dell'intera operazione di trasferimento. L'aereo, dopo le operazioni di scarico, che dureranno diverse ore, ripartirà alla volta di Gibuti, dove è previsto uno scalo tecnico, per poi fare ritorno a Roma. Il secondo viaggio è in programma a metà settimana, probabilmente giovedì prossimo, mentre il trasporto dell'ultimo troncone dell'obelisco è stato programmato per il 25 aprile.
Stele di Axum, addio a Roma
La Stele di Axum, un blocco di basalto di 60 tonnellate, è stato trasportato in Etiopia su un Antonov 124 dell'Antonov Airlines. Il viaggio è stato possibile grazie all'intervento di Walter Arbib, un ebreo originario della Libia che ha risolto un contenzioso giudiziario con la società cipriota che aveva sequestrato l'aereo. L'atterraggio è previsto per stamattina alle 4, quando le basse temperature consentiranno il migliore funzionamento dei motori e dell'impianto frenante dell'aereo. Le operazioni di carico sono state effettuate ieri pomeriggio dai tecnici della società Lattanzi, specializzata nel restauro e nel trasferimento di opere artistiche.
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