LE CELEBRAZIONI della prima guerra mondiale battono il tennis uno a zero. Arena sì, arena no: a sfollare il terreno da ulteriori querelle c'è una legge nazionale che difende i monumenti della Grande guerra e che le soprintendenze sono tenute a far rispettare a maggior ragione in una Rotonda che si chiama Armando Diaz, il "Duca della vittoria". L'anno prossimo ricorre il centenario e lo spazio dev'essere libero. Il soprintendente Giorgio Cozzolino non è passato per il lungomare, ieri mattina. «Non è ancora iniziato lo smontaggio? Doveva cominciare ieri. Quella struttura che ha ospitato le semifinali della Coppa Davis è stata autorizzata solo temporaneamente». Era balenata l'idea che potesse restare. Per la verità era un "magari" pensato ad alta voce dal sindaco. Nient'altro. È stato però lo stesso soprintendente, smentendo chi lo indica come colui che trova il pelo nell'uovo a ogni iniziativa del Comune, a proporre una soluzione per salvare capra e cavoli: uno stadio interno al Circolo del tennis. «Solo un pour parler - conferma Cozzolino - che poi deve trovare una serie di circostanze e convincimenti favorevoli e positivi per evitare questa rincorsa all'ultimo momento di inserire una struttura provvisoria in uno spazio così delicato. Si può trovare una modalità per realizzare una struttura permanente che possa poi, a seconda del tipo e importanza dell'evento, essere implementata sia a livello del numero di spettatori che come struttura di accoglienza». Per realizzare il campo adatto sono necessari alcuni requisiti: «Me l'hanno spiegato i tecnici - racconta Cozzolino - giocando sui due campi che sono l'estremità ovest del Circolo si poteva pensare di progettare una struttura tipo tribuna eventualmente ingrandibile a seconda delle situazioni. Per far ciò c'è bisogno della volontà dell'amministrazione comunale che ha dato la concessione. Ci sarebbe tutto il tempo per approntare una progettazione accurata e di qualità, finalizzata all'inserimento in luogo così vincolato». Per de Magistris quello era il posto adatto per fare musica, cultura e sport tutto l'anno, animando il lungomare, ma «è difficile che arrivi un'autoriz- zazione per lasciare lì, e come è, l'arena - ha commentato ieri il primo cittadino a margine del consiglio comunale - il mio era un auspicio e non intendo esercitare pressioni. Il dato che quegli spazi debbano accogliere eventi di una certa rilevanza ormai è indubbio. Quell'area ha una vocazione naturale». Per il futuro, diverse le idee: la creazione di un'arena più piccola all'interno del Circolo del tennis o un'area "meno impattante" alla Rotonda Diaz. Appare possibile anche reperire finanziamenti. «Progetti su cui - ha sottolineato de Magistris - ho registrato l'interesse di diversi imprenditori pronti a investire». Sindaco e soprintendente di Palazzo reale non si sono ancora parlati, ma l'idea di Cozzolino per un'arena interna al Circolo supera anche il problema delle celebrazioni della Rotonda Diaz: «Tribune componibili o basi per poggiarci sopra ampliamenti provvisori: faccio delle ipotesi - dice il soprintendente - una progettazione che si può approntare e che deve pensare attentamente come inserirsi in quell'angolo delicato ».
Cozzolino: un'arena nel Circolo del tennis ma niente strutture fisse sul lungomare
La Rotonda Diaz, un monumento della Grande guerra, è stata autorizzata temporaneamente per ospitare gli eventi della Coppa Davis. Tuttavia, il soprintendente Giorgio Cozzolino ha proposto una soluzione per salvare la struttura: uno stadio interno al Circolo del tennis. Cozzolino ha spiegato che per realizzare il campo adatto è necessario la volontà dell'amministrazione comunale e che ci sarebbe tempo per approntare una progettazione accurata e di qualità. Il sindaco de Magistris ha espresso interesse per la creazione di un'arena più piccola all'interno del Circolo del tennis o un'area "meno impattante" alla Rotonda Diaz. Alcuni imprenditori sono interessati a finanziare progetti per la creazione di un'arena.
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