«ZUPPIERE, vassoi in ceramica, orecchini di corallo. Ma davvero dobbiamo avere gestioni di teatri di questo tipo?». A parlare era il governatore Rosario Crocetta, che lo scorso 28 agosto convocò d'urgenza i giornalisti a Palazzo d'Orleans per denunciare «gli sprechi nella gestione del Teatro Bellini di Catania», proprio negli anni della sovrintendenza targata Antonio Fiumefreddo. Che rispondeva piccato: «Ho pagato i gioielli di tasca mia e ho denunciato per diffamazione chi ha dato in pasto queste false notizie ai media», diceva riferendosi ai sindacati, Cgil in testa, che avevano presentato un esposto-denuncia alla procura facendo avviare un'indagine. Adesso Crocetta nomina Fiumefreddo in giunta, e dire che sono trascorsi appena otto mesi. Delle due l'una: o quella polemica era solo un polverone, oppure il governatore è in piena contraddizione. Una cosa è certa: a imporglielo sono stati i Democratici riformisti di Salvatore Cardinale, ma anche la Confindustria di Antonello Montante. I due uomini forti della giunta Crocetta fase 2, che ha aperto le porte di Palazzo d'Orleans anche ad altri pezzi di maggioranza: dall'area Lupo a quella di Davide Faraone in casa Pd, a Lino Leanza che si aggiungono al Megafono di Beppe Lumia. Sono questi gli alleati di peso che hanno tessuto la tela per il rimpasto e che oggi sono gli azionisti di riferimento della Regione. Soprattutto Confindustria sembra davvero sempre più influente nei corridoi di Palazzo d'Orleans. Dopo aver indicato Linda Vancheri, ottiene anche un nome apprezzato, quello di Fiu- mefreddo, che non a caso è il legale dell'Irsap (l'istituto guidato da Alfonso Cicero, da sempre vicino a Montante) nella causa milionaria sui termovalorizzatori in corso a Milano che vede l'ente però contro la Regione. Un conflitto d'interessi che andrà risolto. A Palazzo d'Orleans, comunque, con Fiumefreddo entrano da vincenti in questo rimpasto i Drs di Cardinale e di Marco Forzese. Ma a rimettere il naso negli affari regionali è anche una corrente del Pd che fino a ieri era indicata come la nemica giurata del governatore. Quella dell'ex segretario Giuseppe Lupo, che con Cro- ha trovato l'intesa sul nome di Roberto Agnello, destinato a una delle poltrone più importanti: quella dell'Economia. Chi è Agnello? Un noto commercialista palermitano che da anni lavora con la società di revisione PricewaterhouseCoopers, in particolare nel settore sanitario. Lavora cioè nella stessa società che per Crocetta rappresentava un legame tra l'area Lupo e la Formazione professionale, essendo questa la società che revisionato i bilanci del Pd e che fa l'assistenza tecnica della Formazione. Una seconda contraddizione del governatore? Il legame tra Lupo, la Formazione e la PricewaterhouseCoopers forse era pretestuoso (la società ha revisionato i bilanci del Pd nazionale), ma una cosa anche qui è certa: Crocetta per mettere all'angolo l'area Cuperlo ha dovuto trovare l'intesa con Lupo, che adesso ha una voce in capitolo non da poco in questa nuova giunta. Ma in casa Pd ad accrescere il suo peso nelle stanze che contano a Palazzo d'Orleans è anche Davide Faraone, che indica Giuseppe Bruno, avvocato renziano della prima ora e in ottimi rapporti con il senatore Lumia. Che da questo rimpasto, manco a dirlo, esce anni cora più rafforzato: è stato Lumia, assieme a Crocetta, a volere Salvatore Calleri all'Energia. Calleri è presidente della Fondazione Caponnetto, che ha tra i suoi soci proprio il senatore, il governatore e Ivan Lo Bello di Confindustria. A mettere un piede a Palazzo d'Orleans è poi Lino Leanza: seppure non con il peso che voleva, visto che chiedeva due assessori. Comunque piazza Ezechia Reale, forse l'ennesima contraddizione per il governatore. Il motivo? Reale è stato l'assessore all'Urbanistica di Siracusa che ha firmato il piano regolatore della discordia, quello che ha avviato lottizzaziocetta e la costruzione dei porti turistici. Piano contestatissimo dalle associazioni civiche, a partire da quella guidata da Mariarita Sgarlata, che adesso se lo ritrova compagno di banco. Ma c'è di più: Reale è stato candidato alle scorse comunali contro Giancarlo Garozzo del Pd, che non a caso ha chiesto e ottenuto la conferma della Sgarlata per arginare il fronte avversario. Reale era sostenuto alle Comunali dall'ex finiano Fabio Granata e da Vincenzo Vinciullo di Ndc. E i voti degli alfaniani all'Ars fanno comodo, visti i numeri ballerini della maggioranza.