La ricetta per restituire la città ai fiorentini? Trasferire in periferia boutique e supermercati, riportare in centro l'Università, ma con un numero controllato di studenti, riaprire le librerie, inaugurare un polo letterario e realizzare abitazioni sociali, che vengano assegnate a ragazzi, giovani coppie e anziani, per abbassare il costo degli affitti. Secondo l'urbanista «militante» Pierluigi Cervellati docente di recupero e riqualificazione urbana e territoriale all'Università di Venezia e, negli anni a cavallo tra il '64 e l'80, assessore al Comune di Bologna sono queste le regole per ricostruire la Firenze futura. «Bisogna tornare a ragionare insieme, amministratori, urbanisti e cittadini dice Cervellati Per esempio: hanno pensato di sopprimere le Province creando le Città metropolitane, ma a tutt'oggi non esiste un vero progetto di inclusione dei paesi che si trovano nella cintura». L'idea dell'urbanista è che Firenze, negli ultimi 20 anni, sia notevolmente peggiorata. «Si è passato il punto del non ritorno, e lo dico da ottimista. Nella pianificazione territoriale sono stati commessi errori gravi. E rimedi, sinceramente, non ne vedo. Qui, come in altri luoghi d'Italia, ci sono zone non frequentate dai turisti perché non fanno parte del circuito delle visite. Una soluzione potrebbe essere quella di spostare fuori dal centro le grandi boutique in modo da organizzare e ravvivare le zone esterne. Si potrebbero decentrare anche alcune funzioni che non sono vitali per la città storica ma che, di contro, la uccidono. Come si fa ad aprire, con i costi attuali una bottega artigiana nel cuore di Firenze? Impossibile!». Durante il dibattito organizzato ieri pomeriggio all'Auditorium di Sant'Apollonia dal gruppo dell'Idv di Palazzo Vecchio, l'urbanista si è scagliato contro il sottoattraversamento Tav di Firenze, la «famigerata stazione Foster» che ha definito «un'oscenità» sia per i costi che per «l'inutilità del progetto. Guardate Bologna, ora si prende il treno dell'Alta velocità sottoterra, in una catacomba buia, fredda e in certe ore pericolosa. Qui non bisogna fare lo stesso sbaglio. Con tutto quel denaro potrebbero dare una casa a coloro che non possono permettersela e valorizzare il centro della città, fatto oggi solo di negozi per ricchi e banche». E dalla platea è arrivata la proposta, apprezzata da Cervellati, di trasferire l'Alta velocità a Rifredi e creare un collegamento tramviario con l'aeroporto, la Piana e la stazione di Santa Maria Novella. Alla fine del dibattito, Cervellati ha lanciato un appello ai fiorentini: «Battetevi per una città migliore e chiedete più partecipazione per quanto riguarda la pianificazione territoriale».