Al Louvre-Lens, qualche centinaio di chilometri da Parigi, espongono Les Etrusques et la Mediterranée : i relitti etruschi di Cerveteri. «E il museo di Cerveteri ha cinque guardiani, i tombaroli che trafugano un giorno sì e l'altro pure, visitatori zero» dice l'architetto Paola Faroni. La valorizzazione del patrimonio culturale, in Italia, è un pio desiderio: «Mancano pianificazione, snellimento burocratico, una visione illuminata delle amministrazioni e una fitta collaborazione con le soprintendenze», denuncia Umberto Baratto, presidente dell'Ordine provinciale degli architetti. Il convegno che organizza domani a palazzo Martinengo, in via San Martino delle Battaglie, parte da qui: «Il partenariato pubblico privato in campo culturale. Una strategia vincente per il rilancio del territorio». I saluti alle 9 in punto, le discussioni iniziano un'ora più tardi con Andrea Alberti, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova. Titolo del suo intervento: «Il Ppp e il ruolo delle istituzioni preposte alla tutela». Carlo Bocci, direttore di Federculture, parla del fondo per la progettualità, poi tocca a Roberto Ferrari di Struttura Consulting con «Il Ppp in campo culturale: strumenti e presupposti». Di esempi e sperimentazioni si occupa Filippo Perissinotto di Valorizzazioni culturali, l'ultimo intervento è di Annelise Faustinelli, responsabile nazionale della raccolta fondi del Fai. Modera l'architetto Faroni. «Il ministero dei Beni e delle attività culturali dice Baratto ha a disposizione un miliardo e 500 mila euro per la tutela del patrimonio artistico: in Francia sono 7 miliardi. Ragioneremo sulla necessità di coinvolgere sponsor privati per il rilancio di palazzi, reperti archeologici e musei, ma anche di Pgt e codice degli appalti».