LUCCA Finisce al Tar il braccio di ferro fra Regione e imprese del settore lapideo dei versanti massese e lucchese delle Alpi Apuane, che impugnano la proposta di legge dell'ente contestando la futura possibile riduzione dell'attività estrattiva nell'area protetta del parco. Le aziende chiedono anche le dimissioni dell'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson, colpevole secondo loro di aver portato avanti questa operazione senza un'adeguata concertazione. E se la prendono con Legambiente, Italia Nostra e altre associazioni scese in campo a difesa delle Apuane, minacciando richieste di risarcimenti per danni economici e d'immagine. «Negli ultimi mesi scrive il coordinamento delle imprese abbiamo dovuto assistere a una serie di attacchi violenti contro le nostre attività». E chiedono le dimissioni dell'assessore Marson, «per i gravi danni che già sta provocando a una realtà territoriale solida da centinaia di anni». «Chiederemo un risarcimento» avverte l'avvocato Cristiana Carcelli. «La violenza con cui le imprese si scagliano contro l'operato dell'assessore all'urbanistica e dell'intera giunta regionale replica il governatore Enrico Rossi rende ancora più evidente quanto sia necessaria una svolta nel governo e nella regolazione delle cave. Riconfermando la più completa fiducia nell'operato di Anna Marson, rivendico la piena responsabilità del piano paesaggistico. Nessuno può sottrarsi alla ricerca di soluzioni equilibrate su attività che hanno bisogno di autorizzazioni pubbliche. Abbiamo vincolato la nostra maggioranza all'approvazione del piano paesaggistico e lavoriamo per far sì che lo sfruttamento della montagna eviti effetti rovinosi sul paesaggio e produca più occupazione. Oggi c'è bisogno di lavoro e sviluppo nel rispetto dell'ambiente».
Cave delle Apuane, imprese al Tar contro la Regione
Il Tar di Lucca ha fermato il braccio di ferro fra Regione e imprese lapidee che contestavano la proposta di legge per la riduzione dell'attività estrattiva nell'area protetta del parco delle Alpi Apuane. Le imprese chiedono le dimissioni dell'assessore regionale Anna Marson, accusandola di aver portato avanti l'operazione senza una concertazione adeguata. La Regione ha risposto con un comunicato, riconfermando fiducia nell'operato di Marson e rivendicando la responsabilità del piano paesaggistico. Le imprese hanno minacciato di richiedere risarcimenti per danni economici e d'immagine.
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