VITTORIO VENETO È considerato il più importante giardino d'autore della Marca. Al punto che per la sua difesa, rispetto ad un progetto di alienazione a suo tempo ipotizzato dal Comune di Vittorio Veneto, si era mobilitato anche il poeta Andrea Zanzotto. Ma evidentemente tanta bellezza non è sufficiente a toccare il cuore dei vandali che, a pochi giorni dall'ultimo raid, hanno nuovamente preso di mira l'ottocentesco parco Papadopoli: ieri gli addetti di Insieme per Ceneda hanno trovato due palme e una siepe bruciate. La scoperta è avvenuta durante la consueta attività di manutenzione settimanale, che in virtù di una convenzione con il municipio dal 1998 vede i volontari prendersi cura di prato, sentieri, aiuole ed alberi. Come le due palme incenerite dal fuoco e la siepe intaccata dalle fiamme, bersaglio dell'ennesima incursione vandalica, dopo quella che una settimana fa aveva registrato la manomissione di un faretto dell'illuminazione pubblica e l'accatastamento dei sassi, pronti per essere lanciati contro le vetrate dell'antica villa. Probabilmente nel fine settimana, i teppisti hanno appiccato il rogo che ha divorato i due tronchi ricoperti da vegetazione secca ed è arrivato ad incendiare le foglie, prima di propagarsi agli arbusti vicini. I devastatori hanno inoltre rotto le assi di legno di una panchina. «Un gesto che condanniamo dice il sindaco Gianantonio Da Re perché non denota alcun rispetto per le piante secolari che ornano un sito molto amato dai vittoriesi, frequentato per le passeggiate e sede della fiera di Sant'Osvaldo. Ora cercheremo di intensificare i controlli della polizia locale».